ARDESIO – L’INTERVISTA – Yvan Caccia: “Il mio orgoglio è aver pacificato Ardesio. Per il futuro sviluppo turistico e… largo ai giovani”

Finisce l’ennesimo mandato da sindaco di Yvan Caccia. Sono complessivamente 14 anni che guida Ardesio da primo cittadino. E si ripresenta per un altro quinquennio che lo porterebbe a sfiorare il… ventennio. “Ventennio? Per carità, certe ideologie sono state sconfitte dalla Storia e devono essere cancellate. Vedi, io sono un appassionato di storia, sto leggendo i volumi della Storia d’Italia di Montanelli, ho riletto tutti i volumi dall’impero romano fino all’anno Mille. La storia, lo dico ai miei figli, dovrebbe essere la prima materia per importanza, conoscere quello che è successo serve per governare il futuro evitando gli errori del passato. Quando lo scorso anno Fratelli d’Italia mi ha chiesto di passare con loro ho detto no, troppo statalisti, io sono per l’unità nazionale ma in un paese federale…”.

Questa di Fratelli d’Italia che ti ha chiesto di entrare nel loro partito è una notizia. “Ma sì, vista la crescita del loro partito hanno il problema di trovare una classe dirigente, credo me l’abbiano chiesto per questo. E’ un po’ il problema che hanno avuto i 5 Stelle, solo che loro non l’hanno risolto”.

La prima Lega con cui sei stato eletto nel Consiglio comunale di Clusone era molto diversa da quella di adesso. Già, perché Yvan Caccia è in consiglio comunale (Clusone e poi Ardesio) dal 1990. Ha 53 anni che compie il 16 febbraio prossimo e ben 31 anni li ha passati seduto in un Consiglio comunale…

“La prima Lega era molto identitaria, poi è diventata indipendentista. Qualcuno ricorderà la grande adunata sul Po del 1996, io c’ero. Adesso credo sia stato fatto il salto migliore con la trasformazione del partito in un respiro nazionale nel rispetto delle autonomie”.

Quindi sei un salviniano convinto. “Sono d’accordo, del resto io sono sempre stato federalista ma poco indipendentista, bisogna valorizzare e delegare agli enti locali, Regioni, Province, Comuni. La riforma che ha cercato di eliminare le Province, quella riforma voluta da Renzi e Delrio, è stata demente, bisogna ridare alle Province il ruolo che avevano, nell’ottica appunto federalista”.

Ma le Regioni nel frattempo sono diventate una copia del centralismo statale. “Ci sono storture da correggere. Anche per questo bisogna ridare spazio alle Province”.

Torniamo alla tua storia di amministratore locale. Sei stato eletto nel 1990 a Clusone. Eravate i 4 dell’Ave Maria, era una novità assoluta nella politica e negli enti locali, la prima Lega, anche in Consiglio provinciale quell’anno furono eletti i primi leghisti, me li ricordo un po’ spaesati ma subito effervescenti. La Lega a Clusone si piazzò dietro la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista, ottenne 1.099 voti (la DC 2.910 e il PSI 1.115). Eri un giovincello con i capelli ancora lunghi, suonavi in un complessino, a quel che ricordo…

SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 22 GENNAIO