ARDESIO – LETTERA – Far festa dopo la tragedia? Quei fuochi artificiali poi…

Egregio Direttore,

sta volgendo al termine la giornata del 23 Giugno, anniversario dell’apparizione della Beata Vergine delle Grazie di Ardesio, mentre mi ritrovo nella mia stanza a scrivere queste quattro righe.

Solo un paio di mesi or sono eravamo chiusi in casa col terrore di uscire, contagiare gli altri o essere contagiati. Ora la situazione pare decisamente migliorata e fortunatamente abbiamo potuto godere anche l’appuntamento che ogni ardesiano attende con ansia tutti gli anni, sin da bambino, “La Parisiù!”

Un anno che ha visto anche Ardesio falcidiato dalla prima ondata di coronavirus, in particolare Marzo ed Aprile. Persone che se ne sono andate prematuramente, che avrebbero potuto ancora vivere e donare la loro esperienza e il loro affetto ai propri cari ed alla comunità, da poco tempo non ci sono più.

Mi permetto una riflessione. A me hanno insegnato che una delle forme di rispetto quando manca da poco una persona cara è quella di non “fare festa”. Se hai voluto bene ad una persona, oltre a pregare per la sua anima, mantieni anche “un profilo basso”, senza eccessi, a dimostrare che non solo lo spirito accompagna la persona in cielo ma anche il corpo si mantiene sobrio, perlomeno nel primo periodo!…

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