ALTOPIANO La valanga di NO travolge i 5 Sindaci (ma a dimettersi non ci pensano proprio) Il doppio voto di Cerete e il caso Rovetta

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(p.b.) Una valanga di NO secchi, decisi, precisi, definitivi e il progetto di fusione dei 5 Comuni dell’altopiano è stato colpito e affondato, come in una battaglia navale d’antan, quando da studenti si giocava da un banco all’altro nell’ora di chimica sperando di non essere scoperti dall’insegnante . Siamo nella stagione del No a prescindere, capace che tra qualche giorno si ribalti la risposta del Sì e del No solo per pura ripicca statistica (per la legge, peraltro aleatoria, del calcolo delle probabilità per cui prima o dopo, spesso dopo, esce anche il numero del lotto più ritardatario). I cinque sindaci (di Cerete, Fino, Onore, Rovetta e Songavazzo) a rigore dovrebbero pensare seriamente a dimettersi in blocco: almeno alcuni, quelli che si erano infatti presentati due anni e mezzo fa alle elezioni con nel loro programma proprio la fusione. E qualcuno si era spinto a far sapere agli elettori che dovevano eleggerlo come “sindaco traghettatore”, pro tempore non solo nel quinquennio, ma addirittura nel biennio, al punto che, come a Songavazzo, la minoranza si era chiamata fuori “perché tanto tra due anni cambia tutto”. E fu lista unica. Stessa situazione a Onore, lista unica. Sono i due Comuni che più di tutti sono nell’occhio del ciclone della legge sugli accorpamenti dei servizi. E a rigore a Songavazzo è dove si è registrato il minimo scarto di voti tra il Sì e il No (15) mentre già a Onore la differenza è salita (80) per poi passare e salire ulteriormente nei numeri a Fino del Monte (128), Cerete (394) e Rovetta (646)….

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