Alto sebino chiude

Costa Volpino

Via alla progettazione della passerella ciclopedonale sul fiume fino al confine di Pisogne

Ci siamo. Entro fine anno il progetto ci sarà e poi si potrà pensare anche alla realizzazione. E a quel punto il lancio turistico di Costa Volpino sarà completo, o quasi. Bonomelli & c. pensano in grande: “Stiamo lavorando al progetto di collegamento dell’area al Bersaglio con una passerella ciclopedonale sul fiume fino al confine di Pisogne e per la fine dell’anno andremo in progettazione”. Soldi che dovrebbero essere reperiti grazie ai finanziamenti per i Comuni del lago, qualcosa come 700.000 euro e se il finanziamento riguarda il 50% dell’opera, ci si dovrebbe assestare attorno al milione e mezzo. “Ci teniamo molto– spiega Bonomelli – il tutto dovrebbe essere all’interno di un contesto dove il Comune deve mettere a disposizione strutture e infrastrutture e permetta alla gente di usufruire di questi investimenti. E’ il tassello che manca per chiudere il lancio della sponda nord del lago”. Bonomelli continua: “L’area a nord è già a buon punto con l’area camper, nello scorso week end ce n’erano un centinaio, le strutture ci sono, adesso si va avanti per il rilancio definitivo”. Nei giorni scorsi approvazione del bilancio di previsione: “Siamo riusciti a tenere i conti apposto e a prevedere investimenti per concludere il nuovo polo scolastico”. E intanto si pensa al campo di calcio a 11: “Quello lo teniamo nel cassetto dei sogni, che rimane mezzo aperto, e noi quel cassetto contiamo di aprirlo del tutto molto presto”.

 

PISOGNE

IL CASO

Nasce Mird’Or: uno spazio d’arte e cultura che galleggia sulle acque. La rivoluzione dell’arte sul lago

Sabrina Pedersoli

Uno spazio d’arte e cultura che galleggia sulle acque del Lago D’Iseo: Mirad’Or. Un vero gioiello che sorgerà nella zona del Porto di Pisogne, di fronte all’Accademia Tadini per evocare una comunicazione artistica tra la sponda bresciana e bergamasca dello specchio lacustre. Posizionato in una zona strategica, lungo un percorso che sul lungolago parla già d’arte con l’antico lavatoio e l’opera di Franca Ghitti. “È un progetto unico nel suo genere: una struttura palafittata simile è presente nel Lago di Lugano ma in nessun altro specchio lacustre del Nord Italia. Vuole essere uno spazio dedicato all’arte contemporanea che permetterà innanzi tutto di inserire l’opera d’arte nel contesto lacustre, ancorata alle pareti esterne oppure internamente nel momento in cui ci saranno delle esposizioni ma allo stesso tempo, quando l’interno sarà scevro di tutto, la vera opera d’arte sarà il paesaggio. L’arte contemporanea potrà così uscire dai quei luoghi che sono adibiti per la fruizione delle opere. Diventa un modo per rendere maggiormente fruibile tutto ciò che gira attorno alle opere e il nostro obiettivo è quello di portare più facilmente ai cittadini, ai visitatori, ai semplici curiosi e ai turisti ciò che solitamente è rinchiuso nei musei. È stata inoltre prevista una pensilina completamente in legno che rappresenta una sorta di agorà, una piccola piazza, per dare un punto di vista insolito ma anche un luogo in cui tenere conferenze o concerti”, ha commentato l’Assessore alla Cultura Federica Bonetti.  Una struttura leggiadra ed in perfetta sintonia con il territorio circostante, progettata dall’Architetto Mauro Piantelli,costruita in vetro e con le pareti dorate che rifletteranno l’acqua riportando un effetto unico agli occhi dei visitatori. Negli ultimi anni il vero punto di forza di Pisogne è lo sviluppo del turismo attraverso la cultura e i beni architettonici che la storia ha regalato al territorio: “La realizzazione del Mirad’Or è un tassello del puzzle che ci permetterà di costruire una forte identità di Pisogne, perché crediamo che il turismo culturale sia il futuro di questo paese, perché è un settore che non subisce le fasi cicliche dell’economia. Gli sforzi di questi anni hanno portato l’interesse da parte degli investitori privati sul nostro territorio, cosa mai avvenuta in passato. Questo progetto è stato proposto inizialmente da un privato che nell’inverno del 2014 ha lanciato l’idea, subito approvata dall’amministrazione, e ha sostenuto economicamente tutta la parte progettuale”, ha spiegato Invernici. L’intento del primo cittadino e dei suoi collaboratori è quello di creare un vero e proprio percorso d’arte, partendo dal Romanino, passando dalla Torre del Vescovo, simbolo del Comune, agli immobili del centro storico fino ad arrivare alle opere del lungolago, in un’ottica artistica condivisa dai paesi limitrofi: ”Insieme agli altri comuni del Lago stiamo sviluppando un progetto affinchè la riviera diventi un anfiteatro naturale della cultura, partendo dall’Arsenale di Iseo fino al Mirad’Or a Pisogne. Questa è un’opera nata dopo un lungo percorso, durato quasi due anni per ottenere tutte le autorizzazioni da parte della Provincia e della Sovrintendenza: la collocazione iniziale era di fronte a Villa Palini ma ci è stato chiesto di rifare il progetto per due volte, chiedendoci alla terza di cambiare la zona adibita alla struttura. Ora inizia la fase di raccolta fondi per la realizzazione, che prevede un investimento di 150 mila Euro, ma vogliamo guardare oltre grazie anche al supporto tecnico e artistico di Massimo Minini,in un’ottica di offerta integrata con tutta la rivierasca bresciana”, ha concluso Diego Invernici.

 

COSTA VOLPINO

Don Sergio in convento a meditare. Don Giuseppe verso la pensione?

Don Sergio Contessi (da Qualino)è in un convento, a meditare e riflettere, il curato che qualche settimana fa ha deciso di fermarsi per qualche tempo per riflettere sulla sua scelta sacerdotale, si è preso la sua pausa di riflessione dopo sette anni e mezzo da curato nell’oratorio di Darfo. E Darfo è ripartita non senza qualche scossone. Don Sergio benvoluto da tutti e figura carismatica aveva spiazzato un po’ tutti con un annuncio shock:  “A breve– si legge nella lettera – terminerà il mio servizio pastorale in questa mia amata parrocchia, in vista di un periodo di riflessione e di riposo. Una scelta maturata in pieno accordo con il Vescovo Luciano Monari”.Un addio sofferto e così motivato: “Una prolungata carenza di comunicazione tra me e don Giuseppe ha condizionato e messo in discussione il mio modo di essere prete a Darfo. Senza alcun risentimento verso don Giuseppe nè verso alcun altro, ho maturato questa scelta che ora rendo pubblica”. Da lì il tam tam, poi il saluto della sua gente durante una Santa Messa partecipata e commossa, e qualcuno parlava di un abbandono del sacerdozio, invece don Sergio ha scelto una pausa di riflessione in un convento. Intanto in questi giorni la Curia bresciana sta definendo il nome del sostituto.

MEDIA VALLE o BASSA VALLE

Il Breno calcio del patron Cocchi ‘risucchia’ il Vallecamonica. Nasce una nuova società. Sede e campo a Breno. Si lavora al nuovo staff

aristea canini

Il Breno ‘risucchia’ il Vallecamonica, una nuova società che partirà dall’Eccellenza, (dove gioca attualmente il Vallecamonica, mentre il Breno veleggia nelle zone medio alte della Promozione). Mentore, finanziariamente e calcisticamente dell’operazione Mario Cocchi, uno dei più grossi e conosciuti imprenditori della Val Camonica, già sindaco di Bienno e dal 2013 presidente del Breno Calcio. Cocchi che aveva preso il Breno in Terza Categoria e in soli tre anni lo ha portato in Promozione e ora punta davvero in alto. Un sodalizio che non nasconde grosse ambizioni. Si giocherà (mettendoci soldi per acquistare la categoria) Eccellenza ma si cambia sede e campo da gioco, sarà Breno la caput mundi dell’operazione. Quindi il Vallecamonica (squadra allenata da Luca Sana di Sovere e dove giocano molti ragazzi dell’Alto Sebino) sulla carta sparirebbe anche se alcuni dirigenti e calciatori ‘migrerebbero’ nel Breno. Ma è chiaro che se da due società ne nasce una, saranno molti a rimanere fuori dai giochi e fuori dal campo…di gioco. Non ci sarebbe più spazio per  l’attuale allenatore del Valle Luca Sana, girano altri nomi, fra cui quelli di Inversini e Piovani ma si vocifera anche di una scelta tecnica che ha già allenato categorie superiori per provare a fare subito il grande salto. Breno che ha uno zoccolo duro di moltissimi tifosi che la seguono anche in trasferta. Da capire come la prenderanno giocatori e staff del Valle, anche se la voce circolava da tempo e qualcuno aveva già cominciato a guardarsi attorno. Breno che dopo i fasti d’oro della fondazione ai tempi dell’indimenticato Filippo Tassara aveva passato anni difficili, nell’estate del 2013 la società è stata rifondata con il nome di Asd Breno Futura grazie appunto alla fondazione Tassare e il presidente è diventato appunto Mario Occhi, nel 2015 Cocchi riorganizza la Società e acquisisce il diritto a disputare il campionato di Prima Categoria con il nome di Futura Breno e partecipa al campionato 2015-2016. Poi la Promozione. E ora l’Eccellenza con la fusione con il Valle Camonica. Cocchi alza l’asticella. Vedremo se sarà un salto al buio o di quelli che lasciano il segno.