Alessandro, ripreso a 289 metri dal traguardo: “Meglio una tappa da attaccante che un intero Giro nel gruppo”

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Meglio una tappa da attaccante che un intero Giro d’Italia nel gruppo”. Sembra questo il pensiero che domina sotto il caschetto azzurro velato di bianco di Alessandro De Marchi. Non è un caso infatti che nel 2014 ha portato a casa il Premio della Combattività in quel Tour de France vinto da Vincenzo Nibali, lo-Squalo-dello-Stretto.

Alessandro De Marchi ha quasi trentasette anni, ma ha ancora un sogno da realizzare. Nella sua carriera ha già indossato la maglia rosa, ha vinto tappe alla Vuelta di Spagna, ma mai gli è riuscito di tagliare un traguardo del Giro davanti a tutti.

Allora ci ha provato alla sua maniera, rispettando il suo mantra. Era ancora avvolto dai vicoli di Napoli quando ha salutato il gruppo ed è partito all’avventura.

Ha pedalato forte ed è riuscito a tornare nel capoluogo campano davanti a tutti. Ha attraversato le vie sotto il Vesuvio addobbate degli stessi colori della sua divisa attillata. Ma non erano per lui quei drappi festanti: erano lì per ricordare che nel mondo del calcio Napoli è campione d’Italia.

Ma da buon friulano Alessandro non ha alzato la testa. Cocciuto e determinato come un mulo sul Carso. Finché, davanti al suo occhiale a specchio, non si è spalancato il lungomare partenopeo inondato di sole, telefoni in modalità video e bandierine rosa scosse dalla brezza sospinta dal calmo celeste del Tirreno.

Alessandro non ce l’ha più fatta. Si è voltato e dietro la sua ruota ha visto una mandria inferocita di bici sfavillanti che lo stavano per acchiappare. Il saggio friulano ha sospirato, ha scosso il capo e ha guardato il cielo in tinta con il suo casco, la sua divisa e i drappi festanti. A soli 289 metri dal traguardo il gruppo di avvoltoi della velocità lo ha raggiunto e gli è scivolato accanto, veloce e indifferente.

Alessandro si è voltato alla sua sinistra. Ha appoggiato la sua mano avvolta nel guantino sulla schiena di Simon Clarke, esausto e deluso come lui. Ha guardato il suo compagno di fuga e gli avrà sussurrato: “Loro vinceranno però che spettacolo quando corriamo noi!”

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