ALBINO – IL CASO – “Il vaccino rende liberi”. E Terzi “licenzia” il leghista Ciceri

810

Il capogruppo leghista (che aveva le deleghe alla Sicurezza e Protezione Civile) pubblica su Whatsapp la foto dell’ingresso di Auschwitz con una scritta no vax

 

Conosciamo tutti la tetra immagine del cancello del campo di sterminio di Auschwitz con la scritta “Arbeit macht frei”, traduzione di “Il lavoro rende liberi”. Conosciamo anche l’accostamento fatto da molti non vax tra le persecuzioni a cui (secondo loro) sono soggetti a causa del Green Pass e quelle a cui erano soggette le vittime del nazismo e delle altre dittature del Novecento.

E, infatti, in occasione della Giornata della Memoria dedicata alle vittime dei campi di sterminio,  molti no vax hanno avuto la “brillante” idea di pubblicare su Facebook o su Whatsapp la foto del cancello di Auschwitz con una variante: al posto di “Il lavoro rende liberi” hanno messo “Il vaccino rende liberi”. In un colpo solo hanno offeso chi in quei lager c’è stato e chi ha deciso di vaccinarsi per tutelare se stesso e il suo prossimo, oltre che per senso civico.

Questa “brillante” idea l’ha avuta anche il capogruppo leghista di Albino, Vincenzo Ciceri, che fino a pochi giorni fa aveva le deleghe alla Sicurezza e alla Protezione Civile. Sì, perché il sindaco Fabio Terzi ha revocato ogni delega a suo tempo assegnata a Ciceri, scrivendogli una dura lettera pubblica: “Egregio signor Ciceri, a seguito della pubblicazione, avvenuta nelle scorse ore, sulla nota piattaforma social Whatsapp e successivamente rimossa, relativa ad un’immagine corredata da testo che evidenziava un presunto parallelismo fra le restrizioni attuali alle libertà personali cui sono sottoposti i cittadini non vaccinati e le persecuzioni, i soprusi, le privazioni, le vessazioni e lo sterminio patiti dagli internati nei campi di concentramento nazisti; in qualità di sindaco della comunità di Albino, di marito, di padre e, più semplicemente, di persona che vive questo tempo, con la conoscenza del passato…

 

SUL NUMERO IN EDICOLA DAL 4 FEBBRAIO

pubblicità