Albino 21 Aprile

IL SINDACO

 

Terzi si toglie i sassolini dalle scarpe su Efficentya e Arancioni

Hanno fatto loro il contratto con quella ditta, ci sono problemi per il riscaldamento di scuole e palestre e hanno pure il coraggio di dire che lascio i ragazzi al freddo. Scelta sciagurata depotenziare l’ufficio tecnico

 

(ANZA) – Quanti problemi con queste benedette caldaie delle scuole di Albino, degli uffici e delle palestre! Della famosa caldaia a cippato di Desenzano e Comenduno si è parlato (e polemizzato) a lungo, ma il problema sembra essere molto più ampio.

Il sindaco di Albino Fabio Terziha nelle scarpe qualche fastidioso sassolino che ha deciso di togliersi. L’argomento è il contratto che la precedente Amministrazione (sostenuta dagli “Arancioni” di centrosinistra) aveva a suo tempo siglato con la ditta Efficentya, a cui erano stati affidati illuminazione pubblica, servizi cimiteriali e il riscaldamento di vari edifici comunali, tra cui scuole e palestre. Ebbene, il primo cittadino non sembra molto soddisfatto del lavoro svolto dalla ditta e punta il dito sulle lacune del contratto.

Quest’inverno, che è stato piuttosto rigido, ci sono state molte lamentele per le aule fredde. Con questa ditta abbiamo sempre avuto problemi, ma mi sono un po’ girate le scatole quando i consiglieri Arancioni hanno presentatoun’interrogazione con risposta scritta su questo argomento; incolpano noi dicendo che lasciamo i ragazzi al freddo, quando sono stati loro a creare questo scenario! Ho chiesto un po’ di pazienza perché la mole di documenti era enorme e quando li ho chiamati per la riposta… ebbene, non si sono nemmeno presentati. Probabilmente hanno la coda di paglia”.

Quali sono i problemi legati a questa società ed al contratto stipulato dall’Amministrazione Carrara?

Un tempo era la Nord Servizi Comunali, partecipata al 100% dal Comune, ad occuparsi di vari servizi, dai cimiteri all’energia e calore, quindi illuminazione pubblica e riscaldamento. E’ poi stata dismessa a fine 2013 ma– sottolinea Terzi – invece di riassegnare i servizi, i precedenti amministratori comunali hanno preferito cedere il ramo d’azienda, che è quindi stato preso dalla società Efficentya. E’ stato sottoscritto un contratto con una durata di ben 15 anni. Da un lato hanno fatto bene a chiedere la sostituzione di alcune caldaie, ma si sono dimenticati di chiedere un budget per le altre caldaie. Succede infatti che se ci sono problemi sulle cinque caldaie prese in carico dalla ditta, questa interviene subito; le altre sono invece a carico del Comune e se c’è un guasto Efficentya non interviene tempestivamente ma aspetta l’impegno di spesa del nostro ufficio tecnico. Passa quindi qualche giorno prima di intervenire e nel frattempo gli studenti se ne stanno al freddo. Questo è uno dei talloni d’Achille di questo contratto; quando c’è un problema ad una caldaia inizia un circo che non finisce più”. Ma c’è dell’altro.

Ci sono cose assurde! Ad esempio, nel contratto era prevista la sostituzione della caldaia della vecchia scuola di Desenzano. Che senso aveva? Ormai si stava costruendo la nuova scuola elementare e il vecchio edificio non avrebbe più ospitato gli studenti! Si sarebbe trattato di uno spreco e allora io ho fatto mettere la caldaia all’asilo nido. Ciò dimostra come sia stato fatto male questo contratto che, lo ripeto, è un’eredità che ci hanno lasciato gli Arancioni”.

Se il contratto è “nato male”, non piace nemmeno il modi di operare della società.

Ci sono diverse lacune nella capacità di gestire i singoli edifici. Mi spiego meglio. La ditta usa la stessa metodologia per edifici diversi, che hanno caratteristiche diverse gli uni dagli altri, ma ciò è assurdo. Un edificio va gestito in modo diverso rispetto ad un altro che ha un’ampiezza o un età diversa; non posso trattare nello stesso modo un palazzo di 100 anni da uno di 10 anni”.

Questi problemi riguardano il riscaldamento, ma c’è qualcosa che non va anche sul fronte dell’illuminazione pubblica.

Quando hanno consegnato il PRIC, il Piano Regolatore dell’Illuminazione Comunale, la normativa stava cambiando ed è subito diventato obsoleto; adesso bisogna perciò riprogettare un nuovo piano. L’Amministrazione precedente ha poi commesso un errore, fornendo alla ditta dati non veritieri sull’illuminazione. Efficentya si è basata su tali dati per calcolare gli ammortamenti dei costi, cioè per valutare la convenienza economica di questo affare, ma i dati erano errati. Già, perché i nostri lampioni si spengono uno sì e uno no alle 22,30 ma nei dati forniti alla ditta sembrava che i lampioni restassero sempre accesi. La società ha quindi una previsione di consumi ben superiore a quelli effettivi, questo non fa tornare i loro conti ed è comunque dovuto ad un errore dell’Amministrazione Carrara!”.

Dato che a voi questo contratto non piace e lo considerate lacunoso, non avete pensato ad una recessione? “Purtroppo non è facile uscire da questo genere di contratti– sottolinea il primo cittadino albinese – perché si rischia di rimanere invischiati in una causa, ma noi cerchiamo di gestirlo al meglio insieme all’assessore Cristiano Coltura”.

L’Amministrazione Terzi ha perciò deciso di affidarsi ad un consulente esterno pagato dal Comune di Albino. “Sta lavorando molto bene sulla questione del contratto e sui singoli edifici. Con lui abbiamo risolto tante questioni locali su alcuni edifici. C’è però anche un altro problema”.

Di cosa si tratta? “La Nord Servizi aveva i suoi dipendenti ed i suoi uffici, adesso è invece tutto a carico dell’ufficio tecnico comunale. Ad esempio, cade un albero? Si va all’ufficio tecnico. Non funziona una caldaia? Si va all’ufficio tecnico, che ha visto aumentare di molto la mole di lavoro e nel frattempo un impiegato è andato in pensione senza essere sostituito. Così facendo, aumentando il lavoro e riducendo il personale, gli Arancioni hanno depotenziato l’ufficio tecnico, che è in grosse difficoltà.Adesso stiamo cercando di prendere un geometra in più. Non rafforzare l’ufficio tecnico è stata una scelta sciagurata– sentenzia Terzi – perché tutto ciò non era di sua competenza, adesso invece sì!”.

 

 

 

 

 

ALBINO – SERVIZI SOCIALI

 

L’assessore Esposito: “Contributi solo a chi ne ha veramente bisogno, ecco la nostra svolta. Il buonismo a spese altrui non paga e distrae risorse dai fabbisogni reali

 

Il vicesindaco e assessore ai Servizi Sociali di Albino, Daniele Esposito, fa una riflessione sulla politica sociale adottata dall’Amministrazione Terzi.

Ad inizio mandato, nel giugno 2014, una delle prime questioni che dovemmo affrontare fu la presenza, o meglio l’assenza, di risorse disponibili per aiutare i nostri concittadini bisognosi per il pagamento delle utenze domestiche e dei canoni di locazione: 80.000 euro– spiega Esposito – erano stati già spesi nei primi 5 mesi dell’anno e giacevano negli uffici dell’area alla persona richieste inevase per ben 28.000 euro. Con le prime variazioni di bilancio approvate nel mese di luglio riuscimmo a incrementare lo stanziamento iniziale, sopperendo così alle richieste di aiuto che le famiglie avevano depositato in Comune nei mesi precedenti.Per una questione di responsabilità fummo costretti a bloccare la ricezione di ulteriori istanze, non avendo più fondi a disposizione. Fortunatamente, nel corso dell’anno, riuscimmo ad integrare ulteriormente il capitolo di bilancio dedicato, raggiungendo lo stanziamento di quasi 140.000 euro. Nel 2015, dopo uno stanziamento iniziale di 95.000 euro, chiudemmo l’anno con un’erogazione di quasi 120.000 euro. Nel 2016 iniziammo con 80.000 e chiudemmo con 88.000. Sempre in relazione a questi fondi, è doveroso sottolineare che con l’Amministrazione Terzi la percentuale per questa tipologia di aiuti erogati agli stranieri è passata dalla punta del 56,5% dell’Amministrazione Carrara (anno 2012) al 46,57% del 2016, in altre parole nel 2016 il 53,43% di questi contributi è andato agli italiani.

Ora qualcuno potrebbe erroneamente obiettare che la nostra Amministrazione abbia chiuso le porte a una particolare categoria di concittadini bisognosi: in realtà, tramite una nuova modalità di gestione, abbiamo reso più efficiente e più equa la filiera dell’assistenza. Relativamente all’integrazione delle rette scolastiche (mensa, trasporto scolastico, scuola dell’infanzia e asilo nido) siamo passati dai 61.293 euro erogati nel 2010 (di cui 77,4% in favore di stranieri) ai 4.000 previsti per quest’anno. Ciò è stato possibile in quanto la nostra Amministrazione considera la mensa un servizio importante mirato a garantire esclusivamente l’assistenza a quei genitori che, per motivi lavorativi, non possono accudire i propri figli durante l’orario del pranzo. E’ evidente che coloro che necessitano di usufruire del servizio mensa per i propri figli lavorino e siano perciò in grado di corrispondere la tariffa della mensa.Grazie a questa presa di coscienza, unitamente al divieto di iscrizione ai servizi scolastici (mensa, trasporto, scuola dell’infanzia) in presenza di morosità pregressa, abbiamo praticamente annullato la necessità per l’ente comunale di sopperire alle mancanze dei fruitori dei servizi scolastici, quasi azzerando la morosità degli utenti. Il buonismo a spese altrui non paga più! Quanto al capitolo dell’assistenza economica, giova ricordare che la passata Amministrazione approvò nel 2010 in via sperimentale e nel 2011 in via temporanea per 3 anni un regolamento che imponeva al Comune di garantire integralmente il pagamento dell’affitto di alcuni cittadini morosi.  Decisione che negli anni ha determinato una spesa di oltre 100.000 euro, senza alcun intervento sulla sensibilizzazione degli assistiti, favorendo anzi in loro una sorta di immobilismo nella consapevolezza che ‘tanto paga il Comune’.

Nel corso del 2015, corrispondendo ai proprietari degli appartamenti gli arretrati dovuti, l’Amministrazione Terzi è riuscita a chiudere tutti i progetti che non avevano più i requisiti, senza che nessuno degli inquilini si ritrovasse in mezzo alla strada.

E’ giusto che si sappia che nel 2017 dovremo corrispondere, per l’ultimo anno, i canoni per due contratti stipulati direttamente dal Comune con alcuni proprietari, che sono stati attivati dalla precedente Amministrazione. Complessivamente quindi la nostra Amministrazione è stata in grado di ridurre sensibilmente i contributi economici, senza penalizzare chi ne avesse effettivamente bisogno, passando da uno stanziamento medio dal 2011 al 2013 di 202.411 euro a uno stanziamento nel 2016 di 139.407 euro. Ribadiamo che il buonismo a spese altrui non paga; non solo, distrae risorse dai fabbisogni reali”.

 

 

 

 

 

DESENZANO

 

Intitolata la scuola elementare a Margherita Hack, la “signora delle stelle

 

(Ser-To)–L’intitolazione della scuola primaria di Desenzano e Comenduno alla celebre astrofisica Margherita Hack, avvenuta il 12 aprile, si è tramutata in una bellissima festa.

In una calda e soleggiata giornata di primavera, coi 250 bambini della scuola tutti insieme sulla scalinata insieme agli insegnati a cantare l’Inno di Mameli, alcune loro canzoni ed a leggere poesie;

erano presenti molti genitori e nonni, commossi, sotto la scalinata a scattare foto col cellulare, per ricordare questa bellissima giornata.

Ci rivediamo ancora qui tra trent’anni il 12 aprile 2047 quando voi sarete degli uomini adulti ed io spero sarò ancora qui con voi magari col bastone a ricordare questa bella giornata”.

Sono queste le parole che ha detto l’assessore alla Cultura Emanuela Testadopo la chiusura del baule della memoria, dove sono state messe le foto, i documenti, i ricordi.

Alla festa dell’intitolazione della scuola erano presenti oltre a ragazzi, genitori e insegnanti anche tanti cittadini di Albino, ex docenti, amministratori, consiglieri comunali, il sindaco di Albino Fabio Terzicon la fascia tricolore, la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Veronica Migani,  il delegato vescovile mons. Vittorio Bonatie il parroco di Desenzano don Gianpaolo Mazza, che ha benedetto la targa in plexiglas col disegno fatto dai ragazzi.

Oggi è stata la giornata dei nostri ragazzi– ha dichiarato il sindaco Terzi – perché sono loro i protagonisti di questo evento. Conoscendo la personalità di Margherita Hack, penso che non le sarebbe piaciuta una semplice targa in ottone o bronzo, ma avrebbe preferito una targa speciale  come quella disegnata  dai nostri ragazzi”.

 

FOTO INAUGURAZIONE