AFFARI DI CHIESA – Un camuno alla guida del Sacro Collegio: il Cardinale Re è il primo Decano “a tempo determinato”

E’ vero. Il Decano del Collegio dei Cardinali (fino ad alcuni decenni fa solennemente e pomposamente chiamato “Sacro Collegio”) non ricopre un incarico operativo all’interno del Vaticano. Non è uno dei capi dicastero della Curia Romana e, a differenza di tutti i Cardinali e Vescovi con cariche “di governo curiale”, non è tenuto a presentare le dimissioni al compimento del 75° compleanno, proprio perché non ha ruoli operativi (spesso il Decano è un porporato in là con gli anni).

Quindi, verrebbe da dire che la nomina del Cardinale Giovanni Battista Re, camuno di Borno, come nuovo Decano è di scarsa importanza e che il suo è un ruolo puramente simbolico, retaggio di un glorioso passato.

Dicendo questo, però, si commetterebbe un errore (a parte il fatto che i simboli pesano nella religione, nella liturgia e nella stessa gerarchia cattolica). Il Cardinale Re adesso è il “capo” dei “Principi della Chiesa” con un ruolo da “primus inter pares” (primo tra parigrado); è lui che presiede i funerali dei colleghi porporati e anche quelli del Papa regnante (o del Papa emerito, figura che conosciamo da alcuni anni). Il suo ruolo però assume particolare importanza in tempi di “sede vacante”, cioè nel periodo compreso tra la morte del Pontefice (o la sua abdicazione, ipotesi che in futuro potrebbe facilmente ripetersi dopo che è stata “sdoganata” da Benedetto XVI) e l’elezione del suo successore. In quelle delicate settimane il governo della Chiesa Cattolica è affidato al Collegio Cardinalizio presieduto dal Decano, che può anche assumere un ruolo da “regista” del Conclave….

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