Daniele Nembrini e moglie nella bufera. Il fondatore di Ikaros indagato per peculato e bancarotta fraudolenta, tra ville, vacanze alle Maldive, auto di lusso e…
409 pagine di ordinanza. Insomma, un malloppo con dentro di tutto e di più. Daniele Nembrini, 58 anni, molto conosciuto in bergamasca e sua moglie, Luisa Carminati, 56 anni, sono nei guai fino al collo. Nembrini è accusato di peculato e bancarotta fraudolenta, a lui e alla moglie vengono contestati qualcosa come 2.9 milioni di euro di peculato sui fondi della formazione.
Le Fondazioni sono enti pubblici e chi le amministra è incaricato di pubblico servizio. Una brutta vicenda, per un nome, o meglio, un cognome, che in bergamasca è collegato a scuole ed enti di formazione. Per Nembrini e la moglie ora ci sono i domiciliari, la Procura di Bergamo aveva chiesto il carcere. Nella vicenda rientra anche la sorella Claudia, 71 anni, che nelle società di famiglia figurava come amministratrice di tutto, il gip Luca Bonifacio per lei ha applicato il divieto di esercitare uffici direttivi per 12 mesi: il massimo che la legge consenta, perché: “Periodi inferiori – si legge – sono ritenuti inidonei a garantire l’epurazione dalle dinamiche societarie del programma criminoso del fratello”.
Insomma, 409 pagine dove c’è dentro di tutto, l’accusa più pesante è quella di peculato, qualcosa come undici capi, dall’8 al 18, per un totale di 2.959.625 euro, di denaro pubblico che sulla carta doveva essere destinato alla formazione professionale e invece sarebbe finito, secondo i PM, nelle immobiliari di famiglia.
Al peculato vanno aggiunti due capi di accusa di bancarotta fraudolenta per la fallita Amber International, per 1.272.202 euro, e tre di truffa aggravata ai danni della Prefettura di Bergamo sui centri di accoglienza per migranti di Gromo, Zandobbio e Valbondione: lì il conto non è alto, 73 mila euro, calcolati moltiplicando le ore di presenza falsamente attestate da due operatori per i 22,59 euro previsti dal capitolato ministeriale. Ore in cui i due, secondo i tabulati telefonici, si trovavano quasi sempre in Campania.
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