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Il sogno carsico della sinistra

Virginia Libero, segretaria nazionale dei Giovani Democratici, alla Festa dell’Unità a Reggio Emilia ha annunciato: “Non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno a un vero conflitto, alle armi andateci voi, perché noi organizzeremo i disertori”. La ragazza sembra ignorare una legge e la Costituzione e altro ancora...
La Legge del 23 agosto del 2004, governo Berlusconi, ha sospeso il servizio militare obbligatorio, a partire dal 1° gennaio 2005. Oggi l’Esercito è formato da professionisti pagati. Difficile “organizzare disertori”. Quanto alla Costituzione, l’art. 52 afferma che “la difesa della patria è sacro dovere del cittadino”. L’articolo è stato firmato da Aldo Moro e da quel Palmiro Togliatti, di cui i Giovani democratici hanno l’allegra sventatezza di proclamarsi “nipoti”. Da dubitare che abbiano letto o capito.
In ogni caso, questa ignoranza crassa ne tradisce una più grave e più profonda: quella della storia del nostro Paese. Ed è ciò che deve allarmare di più. Perché, sì, ci sono stati “disertori” nella nostra storia, che hanno rifiutato di combattere a fianco dei Fascisti e dei nazisti, ma non hanno nulla a che fare con i “disertori” che ha in mente l’irruente ragazza.
Nel maggio del 1944 Giorgio Almirante, futuro segretario del MSI, in qualità di capo di gabinetto del Ministro della Cultura Popolare Fernando Mezzasoma, fece affiggere un manifesto della Repubblica Sociale Italiana, che ingiungeva a sbandati, renitenti e partigiani di presentarsi ai comandi militari e di polizia entro il 25 maggio 1944, pena la fucilazione alla schiena. Ci fu chi scelse di disertare. Per fare cosa? Non certo per garantirsi la libertà di affollare gli apericena che oggi occupano i dehors dei bar d’Italia ogni sera: diventarono “esuli” o diventarono “partigiani”. Molti di loro avevano “disertato” dal 9 settembre del 1943. E caddero in 80 mila. Quanto ai nostri militari che rifiutarono di combattere a fianco dei Tedeschi, furono internati in Germania in 650 mila. Circa l’80% rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana o di continuare a combattere a fianco del nazifascismo. Furono costretti al lavoro coatto, ne morirono oltre 50 mila.
Ma qui, ahinoi, l’ignoranza della storia è mal riempita dalla retorica politica contingente. Per alimentare il movimento “Antifa” contro la Meloni – come se il “Governo delle destre” fosse l’anticamera del nazi-fascismo – si dimentica l’Antifascismo della Resistenza, per praticare il quale centinaia di migliaia di persone fece scelte tormentate e drammatiche – si sceglieva di entrava in una guerra civile! – pagate di persona, come si evince dai numeri sopra citati. Ma quando il passato della Patria diventa “un terra straniera”, si delira…
C’è però da chiedersi se, capaci di ignorare il passato, i nostri Giovani democratici siano almeno capaci di vedere il presente così com’è. Pare di no.
Il fatto è che “il vero conflitto” è già incominciato ed è già “mondiale”. Non è simile né alla Prima né alla Seconda guerra mondiale. Ma conta già centinaia di migliaia di morti, di cui quelli civili in aumento. La guerra calda sta già nel mondo e in Europa. Putin non l’ha dichiarata, l’ha fatta e la sta facendo. Hamas, che non è un’entità statale, l’ha praticata contro Israele, Trump non l’ha preannunciata al Venezuela o all’Iran. Si tratta di una guerra in cui ci sono ancora antiche trincee sui fronti contrapposti, come su quello russo-ucraino, ma è fatta, soprattutto, da bombardamenti mirati, da droni in giro per i cieli, da attentati a terra e sui mari, da milizie private, da hacker, da fake news, da I. A. Si chiama “guerra ibrida”. “Una guerra senza divise”, come ha detto l’Arcivescovo di Napoli a proposito della camorra. Se qualcuno si attende una solenne dichiarazione di guerra cui contrapporre una altrettanto ispirata dichiarazione di diserzione, abita sul lato oscuro della luna.
Perché molti ragazzi non vedono la guerra e le responsabilità che ne derivano per l’intero Paese? Per questi giovani la guerra è solo il prodotto di mercanti di armi e di fascio-nazisti di ritorno. Le culture, le nazioni, le etnie, i confini, le storie, tutte generate dalla specie animale “homo sapiens”, mossa da istinti, passioni, violenza, semplicemente non esistono in questa visione angelicata del mondo. Gli individui sono buoni, i popoli sono ottimi. Se degenerano, la colpa è della società e, in questi tempi di populismo, delle élites. Se qualcuno avesse letto Dante, quando scrive nel XXII Canto del Paradiso che la Terra è un’“aiuola che ci fa tanto feroci”, forse capirebbero. Certo, si può decidere di rifugiarsi nella neutralità assoluta. È un antico sogno carsico del mondo cattolico e della sinistra italiana. Basterà pensare al dibattito del 1949 sull’adesione alla Nato. Oggi significa uscire dalla Nato e dall’Unione europea.