Vada per l’ultima citazione di Guccini, “settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull’età”, che equivale a dire che uno riavvolge il nastro della memoria e ci pensa ma poi ci ripensa, tempo sprecato, tempo andato, i sogni, le vocazioni, le utopie, le grandi illusioni, le cocenti delusioni.
C’è stata domenica scorsa una rassegna di parole al vento dei vari leader. Tra gonne lunghe e corte, non passa lo straniero, numero chiuso nelle classi per ragazzi di famiglie che lavorano da noi da anni, quando andiamo a elezioni, “fȍra di bàll”, l’Europa cattiva, organizziamo i disertori ecc.
Le adunate (poco “oceaniche”) dopo gli applausi e le urla di protesta, al netto di chi i soldi li può buttare, nel ritorno a casa hanno fatto rifornimento ai distributori di benzina, sono alle prese con salari che non bastano a sbarcare il lunario, con le prenotazioni con tempi biblici per la sanità, con il costo dei libri di testo, gli abbonamenti del pullman, gli affitti folli di chi va all’università, le bollette che ti arrivano con annesse minacce di tagliarti la corrente…
Ma questi “politici” in che bolla si sono rinchiusi? Ma, come diceva quel comico (Petrolini) nel cabaret rispondendo a uno che lo contestava dalla galleria del teatro, “Io non ce l’ho con te, ma col tuo vicino che non ti butta di sotto”. Il vicino in questo caso è la massa di gente che poi va a votare questi loro “aguzzini”, una massa di portatori poco sani della sindrome di Stoccolma (la vittima che ama il proprio persecutore).
Un test ruspante per misurare la conoscenza che permette di valutare le opportunità della vita per non restare “carne da macello”: quanti sanno rispondere, senza andare a fare ricerche su Google, a queste domande settembrine?
Perché quando si parla di debacle e confusione totale si rievoca l’8 settembre? Cosa è mai successo e in che anno? Perché in molte città e paesi c’è una via dedicata al XX settembre (ed è il caso di spiegare che XX sta per 20, proprio per l’azzeramento culturale)? Cosa è mai successo in un 20 settembre in Italia per dedicare a quella data le nostre strade?
E poi due altre date meno importanti che con la storia non c’entrano ma che servono al test di conoscenza e memoria.
Cosa succede il 23 settembre? Ho fatto questa domanda a conoscenti adulti. Boh. E allora rovescio la domanda, quando comincia l’autunno? Risposta esatta di uno su due. Noi lo imparavamo alle elementari che la stagione del “ripensamento” cominciava sfalsata rispetto alle altre. E infine una domanda di cultura generale, come avrebbero detto insegnanti d’antan quando volevano divertirsi: cosa rappresenta il 29 settembre? La mia risposta era la canzone celebre di Mogol e Battisti (versione Equipe 84): silenzio assoluto fino a quando ecco l’illuminazione di una signora: “era il compleanno di Berlusconi”. Ah!
Questo è un mondo che esclude i vecchi, diventati un peso inutile che servono solo al business della Case di Riposo, e i giovani (che, se ce la fanno, scappano all’estero). Praticamente escludiamo il passato (la memoria dei vecchi) e il futuro (le aspettative giovanili). Stiamo vivendo solo il presente, in mano alla fascia di età che sta nel mezzo, dove la competizione è alle stelle e non lascia il tempo del “ripensamento” (rieccolo, vale a dire il passato) e del “pensamento” del futuro (i giovani).
Viviamo l’hic et nunc, il presente e al diavolo la conoscenza, non abbiamo tempo da perdere (che poi è quello che nella storia ha consentito ai potenti di fare il bello e il cattivo tempo, tenendo all’oscuro le masse). Poi arriva il comico, pardon, il politico a raccontarci un mondo da cambiare: ma come, è o è stato al governo per anni, cosa ha fatto, cosa sta facendo?
Non si fanno domande, non sono consentite. Al voto andremo con la facoltà di mettere una crocetta su nomi già scelti dai leader in ordine di preferenze (loro). Chi era il filosofo che ha detto migliaia di anni fa che la vera distinzione tra gli uomini non è tra neri e bianchi, alti e bassi ecc. ma tra chi ha più conoscenza e chi ne ha meno?

