Francesco Zitti fondò l’ANA di Lovere. Le vicende di Villa Zitti e Villa Luisa
L’appartamento è alla Colombera. Qui abita col marito Graziana Canova Tura, 86 anni, lucidissima (è un aggettivo gratuito che adesso viene affibbiato agli anziani, quasi con sorpresa, come ci si aspettasse il contrario), una memoria puntigliosa, una capacità di racconto di storie di famiglia supportata da album che le riassumono in immagini. Siamo qui per rendere omaggio al fondatore dell’ANA Lovere, il Gruppo Alpini di Lovere (che compie 100 anni) Francesco Zitti. Classe 1894, morto improvvisamente l’8 ottobre 1953 a nemmeno 60 anni. Aveva combattuto nella Grande Guerra (è la definizione della Prima guerra mondiale 1915-1918), Medaglia d’Argento al Valor militare, si congedò col grado di Maggiore.
Ma Francesco Zitti è stato molto altro, promotore della realizzazione del Rifugio Magnolini, componente del Comitato di Liberazione Nazionale nel 1944, Presidente dell’Accademia Tadini (fondò anche l’associazione “Amici della Tadini”), cui lasciò gran parte dei suoi beni, nel testamento nominandola sua “erede”, compresa la Villa Zitti adesso dismessa (venduta) dal patrimonio dell’Accademia, un lascito che seguiva quello del Conte Tadini, dopo il quale nessuno aveva più contribuito materialmente al sostegno dell’Accademia di belle Arti.
Ville Zitti a Cedegolo e Cemmo
La famiglia Zitti era originaria di Cedegolo. Il papà Antonio e la mamma Ippolita Panzerini avevano un cospicuo patrimonio. E qui comincia la storia della famiglia Zitti.
“Gli Zitti vengono da Cedegolo. Infatti, là c’è una casa, la casa Zitti. E c’è una casa Zitti anche a Cemmo, adesso è delle suore. L’hanno comprata negli anni 50, mi pare. Era una casa del Cinquecento, tra l’altro, bella, con affreschi. Mia nonna era Zitti, era sorella di Francesco
Zitti. Si chiamava Luisa Zitti. Villa Luisa, dove prima c’era il municipio, era appunto intitolata a mia nonna, quando erano venuti ad abitare a Lovere. Francesco, il fratello di mia nonna Luisa, aveva la villa un poco più in là, appunto Villa Zitti…”.
Dove abitava don Gino Scalzi… Anche questa è stata venduta, era parte del patrimonio dell’Accademia Tadini, lasciata appunto in eredità da Francesco Zitti.
“Lui aveva sposato una Fedele Conti, ma si sono sposati tardi e non avevano figli. Quindi in morte ha lasciato usufruttuaria la moglie. Alla morte della moglie, tutta la villa e tutti i suoi terreni, e aveva terreni dappertutto in Valcamonica, andavano alla Tadini”.
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