Tavernola, quando furono issate le otto nuove campane
La storia del campanile e delle campane di Tavernola parte dalla decisione di abbattere la parte barocca del campanile, ripristinando la parte superiore a “torre” come doveva essere in origine. Era il 1954. A progettare il tutto l’ing. don Giuseppe Beretta (fratello della futura santa Gianna Beretta Molla). Nel diario del prevosto don Pietro Bonicelli si raccontano le ripetute visite di don Berettta a Tavernola e viceversa, le sue in Curia per il lungo iter burocratico. Ma prima ancora del restauro del campanile, nel 1938, le campane sul vecchio campanile erano solo cinque. E quell’anno il prevosto Bonicelli le fece portare a 8 passando dalla tonalità di “Mi” a quella di “Re maggiore”. Le otto nuove campane (costo 36.992 lire) furono istallate su castello in ferro, che andava a sostituire quello in legno. Le nuove 8 campane furono benedette dal Vescovo Mons. Adriano Bernareggi che nell’occasione impartì le cresime a 273 ragazzi tavernolesi. Bisogna ricordare che al tempo le cresime le impartiva il Vescovo in persona, quindi, non potendo ogni anno essere presente in tutte le parrocchie, si sommavano arrivando a quelle cifre.
Negli anni ’50 ci fu il restauro completo della chiesa prepositurale: tra dipinti (dei Manini, padre e figlio) e indorature le curiosità ci fu il pulpito nuovo e soprattutto l’impianto degli altoparlanti (1955) che furono una sorta di rivoluzione perché da allora i due pulpiti della chiesa andarono in disuso, come in tutte le parrocchie.
Torniamo al campanile e alle campane. Bisogna ricordare che anche a Tavernola, nel 1943, il regime sequestrò, come nella maggior parte dei paesi, le campane per fonderle e ricavarne… cannoni e quant’altro. Il detto popolare “campane a terra, persa la guerra” fu una profezia confermata dagli eventi.
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