Clusone: il 2026 è l’anno delle prime vendemmie/1 – Matteo, geometra trentacinquenne e il vigneto alle Fiorine (con l’amico Andrea e la sua cantina a Cenate): “Primo raccolto: mille bottiglie di spumante”
Il vigneto ai piedi del monte Crosio ha dato i suoi primi frutti, e sono molti: «Nei primi giorni di settembre abbiamo vendemmiato circa una decina di quintali di uve, che è più del doppio rispetto a quello che ci aspettavamo nella primavera del 2024 quando abbiamo piantato i nostri 14 filari.» Spiega Matteo Trussardi che di questo vigneto alle Fiorine è l’ideatore e il più entusiasta sostenitore. «L’abbiamo fatta ad inizio settembre perché vogliamo produrre bottiglie di spumante con il metodo classico, come per esempio fanno nella regione dello Champagne. Vista l’estate assai calda e secca che ha fatto quest’anno lì hanno vendemmiato molto presto. È un record, ma non è una buona notizia. Noi siamo riusciti a raccogliere le uve un po’ dopo perché siamo più in alto.» Proprio questo del surriscaldamento globale era stato uno dei motivi che aveva spinto Matteo a convincersi che l’altopiano clusonese fosse un luogo ideale per la coltivazione della vite. E un sostegno gli era stato dato da Andrea Sala, esperto viticoltore e proprietario della cantina Pietramatta di Cenate. «Con lui abbiamo deciso di piantare vitigni di nuova generazione e più resistenti che si chiamano Piwi.» E la scelta gli sta dando ragione. Infatti, oltre alla grandissima produzione, Matteo in questa stagione non ha avuto bisogno di fare alcun trattamento chimico, mantenendo l’idea originaria di coltivare in maniera biologica e «soltanto una volta abbiamo fatto un trattamento con il rame, quindi tutto naturale, solo come prevenzione.» A dare ulteriore soddisfazione al geometra trentacinquenne, appassionato di enologia, nonché sommelier di secondo livello, c’è la grande salute delle 1200 piante, nonostante la tanta siccità di quest’estate torrida appena terminata: «Con stupore, praticamente tutte quelle che abbiamo piantato sono cresciute benissimo. Ce ne sono morte solo cinque, che a livello fisiologico è normale e che rappresentano una percentuale quasi nulla.
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