politica
|CENTROSINISTRA: Primarie? L’ala riformista del Pd giocherebbe la carta Giorgio Gori. CENTRODESTRA: Forza Italia al centro tutti gli altri a destra. L’incognita Vannacci
“Grande è la confusione, la situazione è eccellente” (frase attribuita a Mao). Cominciamo da chi governa, il centrodestra. Qui l’incognita Roberto Vannacci ha sparigliato le carte nella corsa affannosa a chi è più a destra del reame. La Lega di Salvini è in una crisi da cui può derivare una scissione, mascherarla da discorsi buonisti serve a poco, il ritorno dei “bossiani” non è nostalgia, è strategia, della serie “se tutti vanno a destra ha senso ammassarsi da quella parte se a noi resteranno solo le briciole?”. E ancora: i fondatori della lega provenivano da sinistra, lo stesso Bossi e poi Maroni addirittura con un passato simpatizzante nell’estrema sinistra. Maroni preferì diventare presidente della Lombardia ma commise l’errore di lasciare al “giovane” rampante Salvini il partito. Il fiume di voti avuti da Salvini erano suoi, non della Lega che pose il problema del Nord e del Sud che era vissuto come una sorta di zecche che succhiava sangue. Ma il disagio di Forza Italia è evidente con due alleati di estrema destra, volendo rappresentare il partito del “ne quid nimis”, niente di estremo. E Fratelli d’Italia si ritrova un concorrente che ripete gli slogan del partito meloniano quando era appena nato e adesso vorrebbe fossero dimenticati avendo sperimentato “quanto sa di sale lo pane altrui e quanto è duro calle scendere e ‘l salir per l’altrui scale”, nel senso del contesto internazionale dove l’Italia è vaso di coccio tra vasi di ferro (e fuoco).
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