L’avanzata elettorale dell’Alternative für Deutschland ha messo sotto choc le Cancellerie europee. I fatti: il 6 settembre Alternative für Deutschland ha raccolto il 44% dei voti, 39 deputati, arrivando alla soglia dei 42 seggi necessari per la maggioranza assoluta nel monocolore del Land della Sassonia-Anhalt, circa 2 milioni di abitanti e 1,675 milioni di elettori aventi diritto. Tali fatti non si spiegano prendendo le scorciatoie della propaganda per la quale ci troveremmo di fronte ad un’avanzata del neo-nazismo, alla riemersione del “fascismo eterno”, invenzione di Umberto Eco. Per capire occorre almeno leggere il “Programma di Magdeburgo” ufficialmente approvato l’11 aprile 2026 dal Congresso del partito, un tomo di 156 pagine, articolate in 17 capitoli e in 302 provvedimenti particolareggiati.
Il Programma propone la famiglia come base naturale della società. Si oppone alle mitologie della cultura woke e gender, alla sessualizzazione precoce dei ragazzi, ai trattamenti ormonali di affermazione di genere per bambini e adolescenti! Quanto all’immigrazione, l’AFD propone semplicemente la remigrazione. Il punto 17 del Capitolo III affronta la questione dell’Islam: “Nein zu Muezzin und Minarett”. La ragione è che l’Islam non appartiene né alla Germania né alla Sassonia-Anhalt, ma, soprattutto, è religione politica che produce la sha’ria, non compatibile con la concezione occidentale dello Stato.
Ma è sull’identità nazionale che insiste il Programma. Questa infatti “ist keine Krise des Geldes, es ist eine Krise des Geistes” (“Questa non è una crisi del denaro, questa è una crisi dello spirito”). Perciò occorre “Deutsch denken!” (“Pensare tedesco!”). Accusati di neo-nazismo su questo punto, i dirigenti hanno risposto che non è Hitler, ma Bismarck il loro punto di riferimento con il suo storico Kulturkampf scatenato contro la Chiesa cattolica tra il 1871 e il 1887 e, soprattutto, con le sue conferenze di Berlino del 1878 e del 1884, che sancirono la centralità europea della Germania.
Qui non si tratta di neo-nazismo e/o di neo-fascismo, benché esistano correnti minoritarie di una destra radicale e rivoluzionaria, che si ricollegano al fascismo o al nazismo, ma di nazionalismo sovranista.
Perché AFD è stata votata dai ceti operai, popolari, dai pensionati e da una bella percentuale di giovani: il 40% dei giovani tra i 18 e i 34 anni? Perché, da una parte, stanno i cambiamenti globali velocissimi, sconvolgenti e localmente pervasivi, dall’altra si percepisce l’impotenza crescente delle politiche nazionali degli Stati-nazione europei. I loro confini sono stati bucati dalle potenze economiche, finanziarie, produttive globali. La rete istituzionale degli Stati europei, il cui ganglio principale è la struttura della UE, è diventata più fragile. Non si tratta solo di economia e di società. Premono ai confini e dall’interno dell’Europa potenze geopolitiche aliene, decise a dividersi le spoglie della vecchia Europa.
Quando i Saraceni aggredivano le coste mediterranee, le popolazioni si ritiravano all’interno nelle valli, sulle colline, sulle montagne. Oggi le vittime dei cambiamenti epocali cercano rifugio nello Stato. Lo Stato è da circa cinquecento anni l’usbergo della Nazione. Solo che i micro-Stati europei, una volta padroni del mondo, almeno fino al 1945, sono sempre meno in grado di proteggere le loro società civili, le loro Nazioni.
Questa è la nuova illusione senza avvenire di questi decenni ed è la contraddizione fondamentale dei neo-nazionalismi europei: né i Länder né lo Stato tedesco, né lo Stato italiano né quello francese ecc… sono ormai più in grado da soli di proteggere le proprie Nazioni né sul piano economico-sociale né su quello culturale né su quello militare.
A questo neo-nazionalismo insorgente non basta però opporre un europeismo retorico. Solo uno Stato federale europeo è in grado di proteggere le Nazioni, ma a condizione che siano fornite qui e ora risposte alle paure, all’insicurezza, alla solitudine, all’invecchiamento. Integrazione selettiva degli immigrati o inclusione a 360 gradi? L’Islam è una questione democratica cruciale o no? I disabili sono i “diversamente abili” come suona una retorica sdilinquita e ipocrita o una questione drammatica da affrontare in modo personalizzato? Non tutti i disabili possono essere come tali inseriti nelle classi, pena la paralisi didattica e il ritiro degli “abili”.
E l’AFD intanto? C’è solo da augurarsi che si metta a governare. Scoprirà assieme ai suoi elettori quanto sia difficile passare dalla propaganda sovranista alla realtà dei destini intrecciati degli Europei.


