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Viaggio a Casazza con il Collettivo Via Fermi: “Vogliamo che il parcheggio torni libero. Siamo passati dall’assurdo iniziale al semi-assurdo comico di domani. Ma che senso ha la sosta a disco in una zona residenziale come questa, dove non c’è nessuna attività commerciale?” Il sindaco ribatte: “E’ una decisone democratica”

Via Enrico Fermi a Casazza è una via a senso unico, nella zona a nord ovest del campo sportivo, che disegna una elle sinuosa affiancata da villette moderne, siepi di lauro ordinate e giardini quasi tutti con l’immancabile acero rosso. Qui il dicembre scorso qualcosa è cambiato e ha turbato un gruppo piuttosto numeroso di residenti. Sulla destra del senso di marcia, all’altezza del civico 6 c’è un parcheggio pubblico e coperto, che fino a nove mesi fa era libero e poteva ospitare ben nove automobili. Però, proprio durante l’ultimo mese del 2025, sulle colonne rivestite di pietra chiara che separano il marciapiede dal posteggio sono apparsi i cartelli blu rettangolari, quelli con la lettera P maiuscola, quelli che indicano che quel parcheggio è con il disco orario tutti i giorni, compresi i festivi dalle ore 8 alle 20, insomma per tutto il corso della giornata. Così alcuni residenti hanno costituito il Collettivo via Fermi. «Noi non chiediamo tanto. Chiediamo solo che il parcheggio torni liberi come lo è sempre stato, da quando c’è, ovvero da una ventina d’anni. È un bene pubblico ed è giusto che sia a disposizione di tutti.»
Per questo a febbraio sono andati in Municipio per incontrare il sindaco Renato Totis e Laura Valenti, assessora all’edilizia pubblica e privata. «Il primo cittadino ci ha detto che qualcuno aveva segnalato il problema che delle persone utilizzassero quel parcheggio come il loro box personale, lasciando le proprie auto e addirittura i propri carretti lì fermi per mesi. Ma non è vero. È successo solo tre o quattro volte in due decenni che qualcuno lasciasse lì la propria macchina per tanto tempo, ma non era qualcosa di abituale.» Spiegano i portavoce del Collettivo: «Comunque il sindaco ci ha rassicurati che ci avrebbe pensato lui. Il problema era sorto perché lui aveva detto all’ufficio tecnico di risolvere questo problema e i tecnici avevano fatto mettere quel cartello. Ma se ne sarebbe occupato Totis in persona e avrebbe fatto rimuovere quei cartelli.»
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