Cinque ragazzi di 20 anni, la bicicletta, e quei viaggi di 1700 km ogni estate: “Quest’anno da Sovere e Rovetta a Barcellona. Il caldo, la fatica, il mare, le notti in tenda, le forature, le risate, l’amicizia, paesi e gente che non avremmo mai visto se fossimo in auto e…”
Davide Milesi (Sovere), Erik Scandella (Rovetta), Gabriele Paris (Sovere), Paolo Cretti (Sovere), Francesco Cretti (Artogne). Cinque amici con la passione per le due ruote, e le due ruote sono la bicicletta. Tutti classe 2005 tranne Davide, il più giovane, classe 2006. Davide lavora, gli altri 4 studiano. E le vacanze le trascorrono in modo decisamente diverso rispetto alla maggior parte dei ventenni di oggi. Salgono sulle loro biciclette e girano l’Europa.
Quest’anno la meta era Barcellona. I 5 sono tornarti da pochi giorni, ferie finite e ognuno ha ripreso le proprie normali attività con un arrivederci al prossimo anno.
Ancora da stabilire dove andranno: “Cominciamo a pensarci solitamente a gennaio – commenta Davide – poi ci troviamo, vediamo quale percorso è meglio fare e cominciamo a disegnare il viaggio”.
È il terzo anno che decidono di passare le vacanze così: “Due anni fa eravamo andati in bici a Vienna passando da Bolzano, lo scorso anno passando da Varese e Zurigo siamo andati a Strasburgo e quest’anno Barcellona. La differenza con gli altri anni è che quest’anno siamo tornati in aereo, la distanza percorsa è più o meno la stessa degli anni scorsi, arrivare a Barcellona è molto lunga”.
Ogni anno, insomma, circa 1700 km percorsi tra montagne, laghi, pianure, mare, dislivelli importanti con le bici cariche di tende, sacchi a pelo, viveri di prima necessità e ricambi. E tanta, tanta passione.
In redazione Davide ed Erik raccontano e sorridono. Non sembrano avere fisici teutonici: “Beh, diciamo che per fare questo genere di viaggio non occorre allenarsi da paura, basta tenersi in forma e stare bene, certo, meglio avere nelle gambe un po’ di chilometri in bicicletta ma non servono mesi di allenamento”.
Il problema quest’anno è stato uno: “Il caldo, soprattutto i primi giorni, in Pianura Padana, un caldo tremendo e tanta umidità. Poi man mano che passavano i giorni, sulle Alpi c’era bel fresco e anche sul mare era sempre ventilato”.
Ogni giorno un centinaio di chilometri e poi alla ricerca dei campeggi, tende da montare, cena da preparare e una meritata dormita: “Alcune strade erano vere e proprie gruviere –Davide sorride insieme ad Erik – le bici? Normali, non certo elettriche, altrimenti dove le carichi? Poi ognuno di noi aveva la tenda, medicine, i cambi degli indumenti, ci arrangiavamo a lavare durante il tragitto, fornellino, padellini, sacco a pelo, materassino e spazio per il cibo che compravamo lungo il viaggio. La sera facevamo la spesa al supermercato più vicino al campeggio e poi cucinavamo, invece a pranzo mangiavamo quello che prendevamo al supermercato che trovavamo sulla strada. Tranne l’ultimo giorno che ci siamo concessi una bella paella a Barcellona. Siamo partiti il 30 luglio e siamo arrivati il 12 agosto a Barcellona e il 14 siamo tornati in aereo”.
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