Gandino, Filippo Servalli: “A Gandino entrano ed escono 3000 auto al giorno. Regge il lavoro ma la natalità crolla, dobbiamo ripensare l’economia del territorio. Nella politica di oggi conta solo l’Io, ma non esiste l’Io, esiste il noi che consente all’Io di esistere”
Filippo Servalli, arriva con la sua moto elettrica: “Con questa vado dappertutto, autonomia di 100 km, comoda e silenziosa”. Sorride. Sindaco di Gandino, 64 anni, da due anni in pensione dopo una vita in giro per il mondo: “Avevo un bel lavoro, dirigente, su e giù dagli aerei, ma avevo anche 43 anni di contributi e vita ancora davanti, sono felice, e poi fare il sindaco richiede davvero tanto tempo”.
Il prossimo anno Gandino torna alle urne: “Ma ora pensiamo ad adesso. Fare il sindaco è anche questione di organizzazione, bisogna saper delegare alle persone giuste e nel modo giusto. Certo, progettare il futuro a 64 anni sembra un controsenso ma il bello è proprio questo”.
L’esperienza non manca: “Ho lavorato in una multinazionale come il gruppo Radici in giro per il mondo, il gruppo più grosso della valle in un ruolo come quello del marketing dove visione e strategia sono fondamentali. Quindi ho pensato che avrei potuto dare una mano per i territori della valle, bisogna tentare di dare un futuro ai nostri giovani”.
Ora la sveglia non c’è più: “Ma avevo comunque la fortuna di avere il lavoro fuori casa, l’ufficio era vicino a dove abito, anche se nella mia vita per lavoro avrò preso 400 o 500 voli aerei. Comunque, ora esco di casa intorno alle 8.30, torno a casa alle 13, rientro in ufficio alle 14,30 e ci rimango fino alle 19.30. Mia moglie è via al mattino e al pomeriggio si organizza. Il Comune è chiuso il martedì e il venerdì pomeriggio e ne approfitto. Sabato e domenica poi ci sono sempre molte iniziative a cui devo prendere parte”.
Gandino 5.154 abitanti, il più grosso della Media Valle, Vertova e Gazzaniga sono sotto i 5000 abitanti e gli altri ancora più sotto: “Sì, la capitale della Media Valle. Dal punto di vista lavorativo tiene bene, abbiamo semafori che contano tra le altre cose le auto, ne entrano 3000 e ne escono 3000, insomma, numeri davvero importanti. Il problema è che se un lavoratore di Clusone va fuori a lavorare poi torna a Clusone, ma se un lavoratore di Gandino va a Bergamo o dopo Bergamo poi sceglie anche di vivere via, questo porta a una perdita di identità che sta trasformando i paesi dell’hinterland di Bergamo in paesi dormitorio e nel contempo svuota i nostri paesi. Una professoressa del Politecnico ha studiato il nostro archivio, che è molto importante, con una mappa del 1734 e ha scoperto elementi interessanti come la logica della coesione sociale, una dimensione che si sta perdendo e che permetteva di sviluppare la solidarietà. Quando sono nato io i miei coscritti a Gandino erano 125, lo scorso anno 41, ma è stato l’anno con più nati, altrimenti siamo a 25 di media, un quinto di quando sono nato io; quindi, un quinto entra nel mondo del lavoro rispetto alla gente che va in pensione. Va ripensato tutto a questo punto”.
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