Zandobbio, Gigi Barcella e i suoi 60 anni al servizio della comunità: “Il gruppo parrocchiale della terza età, gli anni nella DC e in Comune, le persone fragili. Anche oggi che ho 86 anni c’è sempre qualcuno da aiutare”
Seduto al tavolo della cucina, in questo caldo pomeriggio di inizio agosto, Gigi Barcella parla con voce calma, riannodando i fili del pensiero e scrutando nei cassetti della memoria. Alternando italiano e dialetto, come spesso capita quando si parla con il cuore, dipinge con le parole i tratti principali di una vita iniziata nell’ormai lontano 1940 nella sua Zandobbio, che all’epoca faceva parte del Comune di Trescore Balneario. Alle sue spalle, si nota la foto dell’amata moglie Anna, scomparsa nel 2015, mentre alla parete sono appesi quadri con vari attestati. Tra questi, ne noto due. Uno risale al 1969 e lo qualifica come infermiere all’ospedale psichiatrico di Bergamo, dove ha trascorso decenni di vita lavorativa. L’altro, del dicembre 2020, è l’attestato di civica benemerenza del Comune di Zandobbio, conferito “per le doti umane, la dedizione e la disponibilità rivolte alla nostra comunità e ai suoi cittadini più fragili; per la vita ispirata ai fondamentali valori della solidarietà umana e alle azioni di alto valore civile e morale; per il costante impegno, l’attenzione e l’amore per la cosa pubblica”.
Disponibilità verso i più fragili e amore per la cosa pubblica, unite a una profonda fede, hanno segnato la vita di Barcella fin da ragazzo. E anche oggi, alla veneranda età di 86 anni (li compie il 25 settembre), lui è quotidianamente impegnato per la sua comunità, in particolare verso i più fragili.
“Fin da giovane mi sono impegnato in Parrocchia, occupandomi di varie iniziative sociali e assistenziali, come pure del gruppo locale dell’Azione Cattolica. E ancora oggi, pur avendo una certa età, c’è sempre qualcosa da fare, c’è sempre qualcuno che ha bisogno di un aiuto; può essere un anziano, un malato, una persona in difficoltà economica, una famiglia che non riesce a pagare la retta dell’asilo. Le fragilità c’erano una volta, quando ho iniziato intorno ai 20 anni a impegnarmi in campo assistenziale, e ci sono oggi. Non passa giorno senza che abbia qualcosa da fare per qualcuno. Ed è questo che mi tiene attivo, guai se non avessi niente da fare!”.
Lei è stato fondatore ed è tuttora coordinatore del gruppo parrocchiale della terza età di Zandobbio, nato nel 1973. “In realtà, il gruppo di cui faccio parte e che si è fin dall’inizio impegnato per le persone fragili è nato qualche anno prima, intorno al 1960. All’inizio si trattava di un gruppetto composto da me e da alcuni amici; era chiamato ‘gruppo degli ammalati’ perché andavamo a trovare e aiutare gli ammalati, gli anziani, le persone bisognose. Poi, qualche anno dopo, è stato chiamato ‘gruppo Caritas’ e, infine, gruppo parrocchiale della terza età. Il nome del gruppo è cambiato, ma lo spirito è sempre stato lo stesso: aiutare chi ne ha bisogno, perché è anziano, perché ha problemi di salute o perché ha difficoltà economiche”.
Chi aiutate? “Per quel che riguarda gli aiuti economici, sono soprattutto extracomunitari, ma adesso anche gli italiani, perché con il carovita e le bollette che aumentano continuamente – sottolinea Barcella – anche chi lavora ha difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Succede magari che una famiglia non riesca a pagare la bolletta della luce o la retta dell’asilo e allora le diamo un aiuto. Al centro della nostra attività ci sono poi gli anziani del paese, in particolare quelli soli. Visitiamo quelli ricoverati nelle case di riposo della zona e andiamo a trovare nel giorno del loro compleanno, portando un piccolo dono, quelli che compiono 80, 85, 90 anni e oltre; e le assicuro che queste nostre visite sono molto gradite.
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