Vilminore, la minoranza: “A quanto ammontano e a chi sono stati consegnati gli assegni per gli affitti degli Usi Civici di Oltrepovo?”
“Trattasi, per dovere di cronaca, di una cifra rilevante non inferiore a 20.000 euro. Ma il Sindaco non risponde”
Va oltre il limite del grottesco quanto avvenuto nel Consiglio Comunale di Vilminore di Scalve la sera del 31 luglio scorso. Era in discussione l’interpellanza presentata dalla minoranza “ViviAmo Vilminore” in merito ad una serie di assegni emessi dagli affittuari dei beni di proprietà degli Usi civici di Oltrepovo (baracche rosse della Manina e diversi pascoli). Gli usi civici, come noto, sono diritti di antica origine che spettano agli abitanti di un territorio o di una comunità e che consentono l’uso di terre, boschi, pascoli di proprietà pubblica o privata per scopi di sopravvivenza o di lavoro come pascolare animali, tagliare legna ecc. La questione è emersa nel Consiglio Comunale del 24 marzo 2026 durante la discussione del regolamento degli usi civici allorquando l’impertinente capogruppo della minoranza ha rivolto al Sindaco la più ingenua delle domande: “…a proposito, che fine hanno fatto tutti gli assegni versati dagli affittuari nei decenni scorsi?”.
Imbarazzo. Una consigliera di maggioranza, con un pizzico di malizia, chiede: “Perché viene fatta proprio ora questa domanda su una faccenda che risale a decenni orsono?“. La risposta è facile e genuina: “Perché voi, Maggioranza, avete messo l’argomento usi civici all’ordine del giorno di oggi”.
Apriti cielo. Gelo in aula, con visibile fastidio del Sindaco Orrù che ha interpretato la legittima richiesta di informazione della minoranza come una velata accusa nei suoi confronti. Che scherzi fa a volte la coda di paglia. O la convinzione di riuscire sempre a fare le cose senza la minima trasparenza e soprattutto “che la minoranza non sappia, altrimenti…”.
Fu così che il Sindaco non sapendo come uscirne, invece di dire la verità comincia a cincischiare ipotesi fantasiose sulle varie possibili avventure di quei poveri assegni privi di un riscossore valido e a tergiversare alla grande: “ho sentito dire… mi è stato detto… ho dato disposizioni di restituirli a chi li aveva emessi… sono andati allo Stato… il funzionario di banca mi ha riferito…” e così via.
Senza dire la sola cosa che andava detta e cioè che gli assegni erano stati consegnati dal Sindaco stesso al neo Presidente del Comitato degli Usi civici ricostituitosi recentemente che era peraltro presente fra il pubblico in aula consiliare durante la discussione dell’argomento.
La verità era la strada più semplice. Che motivo aveva il Sindaco di nasconderla? Perché non dire del passaggio di mano degli assegni, del numero degli assegni consegnati, della loro provenienza e importo? Trattasi, per dovere di cronaca, di una cifra rilevante non inferiore a 20.000,00 euro. Ma in fondo non è solo il valore che conta ma anche il concetto di trasparenza amministrativa.
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