Gianfranco Schiavi è morto domenica 2 agosto, quel giorno insieme alla moglie Ornella aveva deciso di raggiungere il rifugio Almici, Monte Guglielmo, nel bresciano, a quota 1865 metri. Tutto sembrava normale sino a quando poco prima delle 14 Gianfranco ha cominciato ad avere un forte affanno e si è fermato durante il percorso. In pochi minuti la situazione è precipitata, l’allarme è scattato subito. Sul posto sono stati mobilitati i tecnici della stazione di Breno del Soccorso Alpino, mentre l’elisoccorso decollato da Como ha raggiunto direttamente il rifugio Almici. Dopo le prime manovre di emergenza i sanitati hanno disposto il trasporto in codice rosso all’ospedale Poliambulanza di Brescia. Nonostante i ripetuti tentativi di rianimazione effettuati dal personale medico del pronto soccorso, per il 57enne non c’è stato nulla da fare. Il decesso è stato constatato poco dopo il ricovero. La famiglia ha espresso il consenso al prelievo delle cornee per la donazione degli organi. Gianfranco molto conosciuto in zona, era papà del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Michele Schiavi, oltre a Michele aveva altre due figlie, Stefania e Valeria e da due anni era diventato nonno.
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“In cima alla montagna più alta,
lassù, tra vette di nuvole e Paradisi di luce
dove appoggiare lo sguardo e sentirci al sicuro
sei sempre la nostra camera
oscura per sviluppare Amore
Sai, non è facile contare le parole
che lasciamo andare,
forse un giorno con il senno del poi,
le andremo a ritrovare;
magari le abbiamo buttate in un vuoto
o in quello che c’era da immaginare, da fare,
magari le abbiamo nascoste in un vecchio diario
che non riusciamo più ad aprire.
Lucchetti di saggezza, sai non è facile avere sempre
tutte le chiavi per provare a diventare, non dico più forti,
ma almeno debolezze da tollerare;
guardiamo il cielo che si veste di sera
con le stelle e rimasugli di sogni,
quei sogni che tu lassù conservi per noi
Sai, non è facile cambiare le parole che lasciamo andare,
oggi sulle labbra c’è un silenzio strano che non riesce a volare,
ma anche quello ha un suo modo per farsi ascoltare”
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