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Lovere, Sergio Taccolini, 79 anni: “Ho vinto la causa contro la Banca, mi devono più di un milione di euro (erano 2 ma ho detratto quanto gli dovevo). Chi fa causa contro le banche è finito. Ma io ero già finito prima…”

“Sono ai domiciliari fino al 2030, la mia vita in bilico, a 20 anni l’azienda con Achille Bortolotti e…”

Domenica mattina di inizio agosto. Sergio Taccolini è qui, sopra Lovere, a San Giovanni, dove ha deciso di cominciare… una nuova vita. Che detta così non sarebbe chissà che frase ma se la cuci addosso a un uomo di 79 anni beh, allora cambia tutto. Ma Sergio è così. Da sempre abituato a cadere e rialzarsi. E ogni volta che si rialza rilancia. E ora rilancia aprendo una nuova azienda… agricola, un settore per Sergio sconosciuto anche se da qualche anno qui alleva mucche, ne ha 35, pecore, capre, maiali. L’idea ora è di fare una stalla che possa funzionare come una vera azienda: per ora produce già formaggi e salumi.
Ma non siamo qui per questo. Sergio ha appena vinto la sua battaglia legale (e personale) contro una Banca, già, e vincere una causa contro una Banca non è certo scontato. Anzi. Soprattutto se a vincere è una persona che è agli arresti domiciliari da anni. Perché Sergio ha accumulato condanne per 10 anni e finirà di scontare tutto nel 2030, 8 anni la somma di due condanne per bancarotta mentre ha già scontato 14 mesi per l’Iva non pagata come Presidente del Sebina Calcio.
“Che ho guidato per 28 anni e il primo campo in sintetico, che era costato 240 mila euro, lo ha pagato la mia ditta, la Petrolifera Sebina’”.
Un’Iva evasa se rapportata alla condanna nemmeno tropo alta: “Poco più di 50.000 euro ma se fai la differenza di quello che avrei dovuto prendere, era la metà, ma sopra i 50.000 euro scatta il penale e io già non ero messo bene”.
Sergio sorride, camicia chiara, pantaloni beige, un fascicolo di documenti in mano e mille idee in testa: “Come sempre. E qui posso venire due giorni la settimana perché ho ottenuto il permesso de giudice per venire in cascina a seguire gli animali. Poi per il resto devo stare a casa, dalle 7 alle 21”. Ma qui gli animali li lasciamo stare. Qui stiamo per raccontarvi la storia di un uomo che sembra non avere paura di niente, e che in mezzo a una bufera che avrebbe messo in ginocchio chiunque ha fatto causa a una banca vincendo e i numeri sono davvero importanti.
“Alla fine mi vengono 1.104.659,50 euro. In realtà sarebbero più di 2 milioni di euro ma gliene dovevo 928.197,45, e la differenza fa appunto quel milione e 100 mila che ora mi devono pagare”.
Sergio Taccolini è un vulcano che erutta idee, progetti, aziende e qualche scivolone da sempre.
“Ho aperto il mio primo deposito nel 1970, il 21 agosto, avevo 23 anni, in Via Cesare Battisti a Costa Volpino. Mi sono messo in società con Achille Bortolotti (storico imprenditore bergamasco e presidente dell’Atalanta ndr) che allora aveva già 50 anni: gli ho ceduto metà deposito, poi nel 1974 è arrivata la prima crisi petrolifera, c’era poco gasolio, mancava il prodotto, mi davano tanto cherosene e li ho iniziato ad avere qualche problemino. Ho liquidato Bortolotti e sono andato avanti io”.
Come mai un imprenditore già molto conosciuto e affermato come Achille Bortolotti ha deciso di mettersi in società con un ragazzino di poco più di 20 anni?
“Non lo so, evidentemente gli ho dato fiducia” sorride Sergio: “Io, comunque, la mia prima azienda l’avevo avuta a Scanzo, non ero nemmeno maggiorenne, mi mancavano tre mesi per diventarlo, ho rilevato un terzo di un’azienda”.
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