IL COMMENTO – Quando l’Unione non fa più la forza
Dopo la scelta del Comune di Rovetta di non rinnovare la convenzione per la Polizia Locale, abbiamo chiesto ai sindaci cosa ne pensano dell’Unione, se abbia ancora senso di esistere
(p.b) L’Unione dei Comuni dell’Altopiano è al capolinea. Partita unendo 6 Comuni (Castione, Cerete, Fino del Monte, Onore, Rovetta e Songavazzo) la prima defezione è stata quella di Castione che ha scelto il suo più o meno “splendido isolamento” da cui adesso sembra voler uscire e quindi rientrare. Ma è tardi, nel frattempo sono successe altre cose. Come il fallimento del progetto del Comune unico tra i 5 rimasti, con i referendum che hanno sepolto l’idea. Bisogna anche ricordare che l’attuale sindaco di Rovetta, Mauro Marinoni, al tempo non in carica da sindaco, aveva condotto una campagna elettorale puntigliosa contro il progetto di fusione tra i cinque Comuni. Rovetta è il secondo Comune dell’alta valle come popolazione (quasi 4.200 abitanti), secondo solo a Clusone. E proprio Rovetta negli anni scorsi aveva “sfrattato” la sede dell’Unione da cui si era tolto rumorosamente. Erano rimaste le “convenzioni”: adesso saltano anche queste e l’Unione dell’Altopiano si è ridotta a 4 Comuni (Cerete, Fino, Onore e Songavazzo) con costi sproporzionati rispetto ai vantaggi.
ROVETTA – Il Comune non rinnova la gestione dei servizi con l’Unione: “Scelta maturata dopo un’attenta riflessione, ma c’è la volontà di continuare a collaborare”
Nell’ultimo consiglio comunale andato in scena in una calda serata di luglio è stata ufficializzata una scelta che era nell’aria da un po’ di tempo. A partire dal 1° gennaio dell’anno prossimo terminerà la gestione associata con l’Unione dei Comuni della Presolana dei servizi di Polizia Locale, Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP), Messo comunale per cui non verranno rinnovate le convenzioni.
“Si tratta di una scelta maturata dopo un’attenta riflessione sull’organizzazione dei servizi comunali e sulle esigenze che oggi caratterizzano il nostro territorio – spiega il sindaco Mauro Marinoni -. Negli ultimi anni il servizio associato ha dovuto affrontare importanti cambiamenti organizzativi. Lo scorso anno hanno infatti lasciato il servizio un agente di Polizia Locale e il Comandante. Successivamente un ulteriore agente ha chiesto il trasferimento presso un altro ente e anche la responsabile del SUAP ha cessato il proprio rapporto di lavoro. Questi cambiamenti hanno inevitabilmente imposto una riflessione sull’organizzazione futura dei servizi. Per quanto riguarda Polizia Locale, SUAP e Messo comunale, il Comune di Rovetta ritiene che la gestione diretta rappresenti oggi la soluzione più efficace per rispondere alle esigenze della comunità. Rovetta è infatti un Comune che, pur mantenendo dimensioni contenute, è cresciuto in termini di servizi, strutture, eventi, attività commerciali e presenza turistica. Ospita l’Istituto Comprensivo, impianti sportivi di rilevanza sovracomunale e numerose manifestazioni che richiedono una presenza costante sul territorio. Per queste ragioni l’Amministrazione ritiene necessario poter contare su una Polizia Locale fortemente dedicata alle esigenze del Comune, con un rapporto diretto con Sindaco ed amministrazione, senza un ente intermedio, e con l’obiettivo di arrivare ad almeno tre agenti a tempo pieno e garantire una presenza più frequente nelle strade, nelle piazze, nei parchi, durante gli eventi e nelle ore serali”.
CERETE – Cinzia Locatelli: “Stiamo facendo i conti della serva. Se l’Unione non avrà ragione d’esistere, ci saranno delle convenzioni. La volontà di continuare insieme c’è”
Cinzia Locatelli, oltre ad essere sindaca di Cerete, è anche presidente dell’Unione ed è proprio a lei che chiediamo quale sia oggi il destino per l’Unione dei Comuni.
“Sono in corso delle valutazioni che stiamo facendo già da un po’ di tempo a questa parte, direi almeno un paio d’anni, tant’è che l’anno scorso le convenzioni che erano in scadenza sono state prorogate di un anno e non rifatte da capo proprio per prenderci il tempo per capire come andare avanti. Rovetta non ha rinnovato la convenzione della Polizia Locale e in Unione ci siamo resi conto che non aveva senso nemmeno rinnovare quella dei Servizi Sociali per cui abbiamo comunicato che anche per i servizi sociali ognuno fa per sé”.
FINO DEL MONTE – Scandella: “Contesto profondamente cambiato rispetto a quando l’Unione è nata. Il tema non è se continuare a collaborare ma individuare lo strumento più efficace per farlo”
Dopo la scelta di Rovetta di non rinnovare le convenzioni con l’Unione dei Comuni, da cui era uscita qualche anno fa, ci si chiede se abbia ancora senso d’esistere. Cosa ne pensa il sindaco di Fino del Monte Giulio Scandella? “Credo sia doveroso partire da un presupposto: l’Unione Presolana ha rappresentato tutti questi anni un’esperienza positiva. Ha consentito ai nostri Comuni di collaborare nella gestione di servizi fondamentali, di condividere professionalità e competenze e di garantire ai cittadini prestazioni che, per realtà delle nostre dimensioni, sarebbe stato molto difficile, se non impossibile, assicurare singolarmente. È stato un percorso che ha permesso ai nostri enti di crescere insieme, costruendo nel tempo un patrimonio di esperienza amministrativa che rappresenta un valore da preservare. Come Sindaco di Fino del Monte ritengo che il valore della collaborazione tra Comuni non sia mai stato messo in discussione. Anzi, oggi più che mai i piccoli enti hanno bisogno di fare rete per affrontare le crescenti difficoltà organizzative, normative ed economiche che caratterizzano la pubblica amministrazione. Detto questo, credo sia altrettanto corretto interrogarsi sul fatto che il contesto sia profondamente cambiato rispetto a quando l’Unione è nata.
ONORE – Schiavi: “Abbiamo sempre creduto nell’Unione, ora dobbiamo capire se ci sono più vantaggi o limiti”
Anche il sindaco di Onore Ettore Schiavi si allinea con i colleghi: “Il discorso relativo alla Polizia Locale e alla decisione di Rovetta non c’entra con l’Unione. Detto questo, le valutazioni sulla sua utilità in termini di benefici e limitazioni erano già in atto prima e vanno avanti indipendentemente da questa scelta di non rinnovare la convenzione.
ARTICOLO COMPLETO SUL NUMERO IN EDICOLA DAL 7 AGOSTO

