Clusone, Gigi Poletti e il viaggio in bicicletta a Capo Nord per festeggiare i 60 anni: “4mila chilometri, con quasi 29 mila metri di dislivello, in 18 giorni”
Da Clusone a Capo Nord. Dalla propria casa al punto più a settentrione del continente europeo in compagnia soltanto di una bicicletta con le valigie e di un auto-regalo di compleanno grande come un desiderio. «A dicembre ho compiuto 60 anni. Mia moglie Claudia continuava a suggerirmi di organizzare una festa con i tanti amici che ho. Io ho sempre declinato perché nella mia testa questo viaggio in bici sarebbe stata la mia festa. Lei lo sapeva però fino all’ultimo momento non pensava che partissi, o almeno ci sperava, perché non era totalmente d’accordo che lo facessi da solo».
Però questa idea per Gigi Poletti non ha avuto inizio lo scorso anno. È il frutto di un seme che si è piantato nel suo cassetto dei sogni quasi quarant’anni fa: «Nel 1988 ho fatto un viaggio nelle capitali europee con l’Interrail e sono stato anche a Stoccolma, Oslo e Bergen. Quell’ambiente, quelle vallate, quella natura e quei paesaggi del nord Europa mi hanno talmente impressionato che sono tornato a casa con la voglia di tornare in quelle zone.»
Ma al tempo Gigi pensa di volerci tornare con mezzi più convenzionali come automobile o moto, in camper o ancora in treno. È solo una quindicina di anni fa che l’alpino clusonese inizia a concepire un cambio di prospettiva. «Ho iniziato a pedalare tantissimi anni fa, quando avevo poco più di vent’anni. E nel 2013, insieme ai miei amici del gruppo Clusone Bici club, di cui faccio parte, ho fatto il mio primo viaggio con la bici e le valigie, senza nessun altro supporto. Quell’anno siamo andati a Medjugorje, poi nel 2014 in Polonia a Cracovia e nel 2016 ad Assisi».
Questa esperienza sulle due ruote, questo tipo di vacanza sempre in movimento a Gigi piace tanto perché «ti permette di guardarti in giro, di vedere tantissimi posti e di assaporare proprio quello che vedi.» Così nel 2019 attraversa la penisola italiana dal comune più a sud, Melito di Portosalvo in Calabria, fino a quello più a nord, ovvero Predoi, in Trentino-Alto Adige. Nel 2023, poi, va a Lourdes, sempre insieme al suo gruppo di amici ciclisti e l’anno scorso prova la prima avventura in solitaria: «Sono andato a Palermo in aereo e ho fatto il giro della Sicilia in bici. Poi ho traghettato a Napoli e da lì sono rientrato a casa sempre pedalando.»
Così quest’anno Gigi si sente pronto ad affrontare questo viaggio da circa 4 mila chilometri, con quasi 29 mila metri di dislivello. E il 19 giugno sale in sella, saluta la sua casa, sua moglie Claudia e l’orologio Fanzago e punta la ruota anteriore verso nord. «Ci ho impiegato 18 giorni. Sono stato fortunato perché ho sempre trovato bel tempo, tranne una giornata di pioggia e soprattutto non ho mai avuto problemi di salute. Non avevo un programma preciso, tranne per i primi due giorni che avevo già prenotato dove dormire. Poi gli altri giorni non avevo delle tappe precise. Il giorno prima vedevo un po’ come stavo e dove potevo arrivare. Guardavo se c’era un campeggio, un bed and breakfast, un appartamento o una casa privata e poi prenotavo.»
ARTICOLO COMPLETO SUL NUMERO IN EDICOLA DAL 7 AGOSTO

