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Gromo, Jana (Slvoacca) e Olda (Repubblica Ceca) e quella fuga d’amore lunga 20 anni tra povertà, difficoltà e malattie. I 7 ‘angeli’ di Gromo e quel camper in regalo, vivono lì,  nella piazzola del paese

Sono una coppia e da circa tre mesi vivono a Gromo, nel parcheggio in sterrato che unisce la strada provinciale 49 e il fiume Serio

Lei è Jana e lui Olda. Lei ha cinquant’anni ed è originaria della Slovacchia, lui è nato nel 1955 in Repubblica Ceca. Lui ha gli occhi chiari e vispi, dietro agli occhiali da vista. Lei ha gli occhi grandi e scuri, incorniciati dal trucco. Loro sono una coppia, anche se non sono sposati, e da circa tre mesi vivono a Gromo, nel parcheggio in sterrato che unisce la strada provinciale 49 e il fiume Serio. Ma la loro storia inizia molto tempo prima, circa una ventina d’anni fa, quando Jana si trasferisce in Repubblica Ceca e inizia a lavorare nell’azienda dei genitori di Olda. «Ci siamo conosciuti e ci siamo innamorati.» Spiega sempre lui seduto su una seggiola da spiaggia pieghevole: «Purtroppo però al mio paese c’è molto razzismo. Perciò i miei genitori mi hanno detto: “se vuoi stare con lei vai via da qui.” Io non ci ho nemmeno pensato, ho deciso di restare con lei e così siamo partiti.»
Alla ricerca di un nuovo lavoro, di un posto nuovo che li accolga e non gli impedisca di coltivare il loro amore, la coppia arriva a Treviso, dove viene assunta in un maneggio: «Qui ci abbiamo lavorato per sette anni. Loro ci davano l’alloggio. Lavoravamo tutto il giorno con una settantina di cavalli e ci pagavano solo cinquanta euro a settimana, per tutti due.» Spiega sempre Olda, con una loquacità e una capacità di gesticolare invidiabili: «Per arrotondare Jana andava anche a fare le pulizie in casa e nel giardino di un’altra signora. Non abbiamo voluto lasciare quel posto, perché abbiamo voluto fare finire le scuole a Filippo, il figlio che lei ha avuto con l’ex marito.»
Ma nel 2019 la coppia proveniente dall’est Europa trova un annuncio in rete: a Valbondione offrono un alloggio gratuito nel campeggio. «Siamo arrivati senza niente. Non avevamo un lavoro, non conoscevamo nessuno e io non stavo molto bene.» Spiega sempre Olda. Così, in quel periodo difficile Jana e Olda incontrano i volontari e le volontarie dell’Odv società di san Vincenzo De Paoli, parrocchiale di Gromo san Giacomo. «Il nostro primo incontro è avvenuto nella piccola struttura di legno, comunicante con una roulotte. Quella era la loro casa di allora.» Ricorda Giuditta Satus, che insieme al marito Fulvio, al presidente Sergio Filisetti, alla vicepresidente Irene Bonetti, a Monica Bonetti, Valentina Savoldelli e Giovanna Terzi è una dei sette generosi vincenziani gromesi: «Da subito abbiamo capito che Olda porta in dote una grandissima capacità di sdrammatizzare le situazioni, mentre Jana è colei che è chiamata a chiedere, e chiedere è tanto, tanto difficile.» Però, grazie all’aiuto di tanti benefattori, alle capacità manuali di Olda nel lavorare il legno, il ferro, nonché i motori, con la volenterosità di Jana e il continuo supporto dei volontari, i due nuovi villeggianti trovano un loro posto nella società dell’alta valle Seriana, qualche soldo, necessario per pagare anche bollo, assicurazione e benzina della vecchia utilitaria che è stata regalata loro. Nonostante il Covid e l’arrivo di Vlasta, la mamma di Jana, la situazione sembra volgere al meglio, anche se Olda alterna momenti positivi, con altri in cui il male al cuore si fa più pesante. Però la donna della coppia trova un bel lavoro part-time, che garantisce loro una certa stabilità economica. Perciò, a fine estate 2023, la famiglia mitteleuropea decide di lasciare Valbondione alla ricerca di opportunità di vita migliori, malgrado lo scetticismo e i timori dei vincenziani, che da ormai quattro anni li aiutano.
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