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Sentieri ciechi

Fortunatamente, anche nelle nostre valli, non ci si accontenta solo del “locale” – che mantiene comunque un grande valore – ma si punta a iniziative di respiro nazionale. Ci ha provato Araberara in Valseriana e nel Sebino, raccogliendo risposte molto positive, si ripete per la quinta volta in Valcamonica con “Il sentiero invisibile”.

Per avere il pienone, ormai lo sanno tutti, è necessario proporre personaggi noti. La fama, inutile negarlo, deriva soprattutto dalla presenza in televisione. Difficile infatti bucare lo schermo, come si dice in gergo, se sullo schermo non si appare. Dai social deduciamo che la Tv produce anche effetti indesiderati. I commenti velenosi alle apparizioni negli studi catodici ormai si sprecano e purtroppo ci portano a considerazioni e interrogativi molto pessimistici: perché il popolo italiano (che è sicuramente il solo) è caduto così in basso da saper esprimere quasi solo insulti e nessun pensiero che implichi la parte nobile del cervello e non solo le merdifere budella?

Nulla di nuovo sotto il sole, probabilmente. Solo che nel passato non esistevano canali atti a scatenare la feccia. Ora ci sono e forse è un bene. Vediamo tutti i giorni che i lanciatori di fango (per non dire di peggio) appartengono, senza distinzione di parte, a tutti gli schieramenti.

Ma torniamo a noi. La quinta edizione del “Sentiero invisibile” si presenta a Ponte di Legno quest’anno, grazie all’associazione Oltreconfine, cioè Stefano Malosso, alla Proloco e Biblioteca locale, con tre pezzi da novanta.

Apre le danze il 20 agosto il giornalista e scrittore Walter Veltroni. Prosegue l’attrice Lella Costa il 21. Conclude il 22 il conduttore di talk show Corrado Formigli. Mentre l’Oltreconfine della media bassa valle, collocato nella stagione primaverile, ha il limite di spazi a volte troppo angusti se rapportati alla fortissima domanda (bisogna prenotare velocemente – una gara alla tastiera – altrimenti i posti in mezz’ora sono esauriti) per la serie dalignese non necessitano iscrizioni e non c’è limite di posti. Il palazzetto dello sport è in grado di ospitare gratuitamente, senza problemi, migliaia di persone. La partecipazione nelle precedenti edizioni è andata al di là di ogni ottimistica previsione sconfiggendo 10 a 0 coloro che negavano l’opportunità di iniziative di questo genere.

Ma, al di là della cronaca, a che servono appuntamenti di così alto livello? Contribuiscono a creare maggior consapevolezza dei problemi che stiamo vivendo in Europa e nel mondo? Creano capacità di approccio ai drammi internazionali più razionale e moderata? Costruiscono speranze per un futuro dove l’odio trova sempre meno posto?

Confesso il mio deleterio pessimismo: i lanciatori di escrementi non sentono il bisogno di partecipare a tali lodevoli incontri. Preferiscono navigare nella loro melma senza ascoltare nessuno. Scelgono, come al solito, sentieri senza sbocchi. Vie che non portano al nulla. O solo al peggio.