Romina e il suo chiosco self service dove vende i formaggi al Vivione
“Sono da sola con 60 mucche e 300 pecore. Mi fido delle persone, se qualcuno porta via qualcosa, vuol dire che è più povero di me”
E’ una giornata estiva di metà luglio, il cielo è blu e tira un’arietta frizzante, lo sguardo di Romina racconta un’immensa passione per il suo mestiere ancor prima che possano farlo le parole, e mentre i suoi animali pascolano attorno all’alpe Vivione, sul territorio di Schilpario, lei è impegnata ad allestire il chiosco dei formaggi. Un chiosco self service perché Romina in alpeggio è quasi sempre da sola e non può essere sempre presente ad accogliere i clienti di passaggio. Così da quando è qui – questa è la quarta stagione – si è affidata ad una scelta magari controcorrente: la fiducia e l’onesta dei passanti, che possono acquistare il formaggio lasciando i soldi in una cassettina.
“L’ho fatto anche e soprattutto per praticità – spiega – perché è difficile oggi trovare qualcuno che ti dia una mano, il mio compagno è giù a fare il fieno e qui sono spesso da sola anche se mi aiuta Eugenio, che ha 13 anni ed è il figlio di un nostro amico pastore. Però sono qui con 60 mucche e più di 300 pecore ed essendo parecchio impegnata nelle varie faccende della giornata, allora ho pensato al chiosco self service, che in Svizzera usavano molto e funzionava… ho soltanto replicato un’idea che avevo visto altrove”.
E ti sei sempre fidata? “Non sei la prima che me lo chiede – sorride – però devo dirti che non mi è mai stato portato via nulla e io non voglio pensare in modo negativo o mettere delle telecamere. Sai cosa ti dico e cosa penso? Che se qualcuno dovesse portare via qualcosa, vuol dire che ha fame ed è più povero di me, quindi me ne faccio una ragione; se qualcuno viene a oltre 1800 metri di quota per fare un dispetto così, è proprio povero di testa”.
Quando le persone passano da qui, ti lasciano spesso anche dei messaggi: “Oltre che per i formaggi, mi fanno i complimenti per la fiducia e io lo apprezzo”.
Originaria di Ardesio, Romina di cognome fa Fornoni, e la sua azienda, che ha preso il nome di Romina Perla, si trova a Songavazzo: “Sono stata per sei anni in Svizzera e quando sono tornata ho deciso di aprire la mia azienda agricola, ma non sapevo come chiamarla… mettere il mio nome e cognome mi sembrava troppo banale e così ho scelto il nome della mia prima cavalla, a cui ero molto affezionata. Ho asini, pecore e capre e sono finita qui perché non trovavo un alpeggio per i miei animali e questo signore mi ha subaffittato il suo, in cambio d’estate tengo le sue mucche”.
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