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La sicurezza in… cortile

Le legge n. 36 del 26 aprile 2019 modifica l’art. 52 del Codice penale, promossa e debitamente esaltata a suo tempo da Salvini, stabilisce che “la proporzionalità” tra la reazione di difesa e l’offesa è sempre presunta all’interno del domicilio, di un’attività commerciale o di un ufficio, qualora si usi un’arma legittimamente detenuta e se via sia pericolo di intrusione con violenza o minaccia. Non è punibile “l’eccesso colposo” di chi agisca in condizioni di minorata difesa o in uno stato di grave turbamento derivante dalla situazione di pericolo.

Ma se il signor Mario Roggero vede i ladri scappare, li insegue armato di pistola e ne ammazza due e ferisce un terzo, come definire la fattispecie giuridica di tale comportamento? Difesa legittima o omicidio per vendetta? La magistratura ha emesso ben tre sentenze – ordinaria, in Appello, in Cassazione – dall’epoca dei fatti dell’aprile 2021: è omicidio plurimo. Perché allora Salvini, Nordio, Crosetto, Taiani e Meloni si sono precipitati a emanare una contro-sentenza di legittima difesa e hanno sottoposto la Presidenza della Repubblica ad uno sguaiato assedio?

La causa immediata ha un nome e cognome: Roberto Vannacci. Nei sondaggi ha superato la Lega, attinge elettori da FdI e persino dal Campo largo. Il suo 6% è in grado di decidere se la Destra potrà rivincere le prossime elezioni.

Dove sta la forza di Vannacci? Che muove da una maxi-domanda di micro-sicurezza, che cresce nel Paese. La domanda è tutt’altro che infondata. Sta aumentando la violenza minorile, dalle scuole alle strade si aggirano piccole bande di maranza armati di coltelli. Dopo le nove di sera alcuni treni, autobus o tram delle nostre città non sono più sicuri. Gruppi di immigrati più o meno clandestini bighellonano attorno alle stazioni. Gli anziani, le donne e gli esercenti di negozi e bar sono i più esposti a questi fenomeni di potenziale e reale micro-violenza pervasiva. Il mondo dei mass-media dilata gli allarmi e le paure, perché la violenza fa audience!

A queste paure Roberto Vannacci offre soluzioni semplici: gli immigrati tornino a casa, i delinquenti autoctoni paghino tutto e subito, chi si difende è legittimato a sparare. Risposte “di pancia”? Certamente. Ma il fatto è che “la pancia”, cioè le rabbie, le reazioni emotive, le frustrazioni, ce l’abbiamo tutti quanti.

Chi, a volte, in cuor suo, se vittima di un gesto di vandalismo o di un furtarello sull’autobus, fatto da zingare recidive, sempre arrestate e sempre lasciate andare il giorno dopo, non è stato tentato da “pensieri cattivi”? Che dire del caso già accaduto di uno senza permesso di soggiorno che, a Milano, viene arrestato al mattino per danneggiamento di auto, al pomeriggio viene rilasciato e la sera stessa accoltella un passante? Il pensiero più gentile che viene in mente: che sia chiuso in carcere e si butti via la chiave. Insomma: uno dei temi del dibattito pubblico e della prossima campagna elettorale sarà quello della sicurezza. Non quello della sicurezza europea, ma quella del mio cortile.

Ecco, dunque, spiegato il dilemma cogente Salvini-Meloni-Tajani: scavalcare Vannacci a destra o contrastarlo “da sinistra”? Nel primo caso, la Destra perde al centro; nel secondo perde a destra. Sul piano strettamente tattico e politico non ne verranno a capo, se non faranno scelte sul piano ideologico tra populismo illiberale e liberalismo conservatore.

L’ordine liberale occidentale poggia su due pilastri: la separazione dei poteri, in forza della quale, per es., solo la Magistratura può emettere sentenze, non l’esecutivo, non Putin o Xi-Jin ping; lo Stato di diritto, in forza del quale lo Stato ha il monopolio della violenza fisica, non esiste la giustizia privata, quale ancora prevista dal Libro dell’Esodo o dal Codice di Hammurabi.

Salvini ha scelto di scavalcare Vannacci a destra. Ha già proposto una modifica alla sua legge: licenza di uccidere? Tajani a sinistra. Meloni oggi scavalca a destra, ma democristianamente… non troppo.

Quanto alla sinistra, non potrà stare ancora a lungo “sulla riva del fiume in attesa del cadavere del nemico”, come suggeriva Confucio. La sicurezza sarà un tema centrale della prossima campagna elettorale. A Elly Schlein sarebbe utile l’ammonimento di Tony Blair: “Tough on crime, tough on the causes of crime”: duri con il crimine, duri con le cause del crimine. Facile denunciare le cause sociali, vere o presunte, del crimine e prospettare la soluzione magica dell’inclusione. Ma come affrontare il crimine e il criminale? Non basterà dire peste e corna della Destra.