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Il silenzio è bello

L’estate per me comincia appena arrivo al mare. Sono nata in montagna dove l’unica acqua in cui ti puoi tuffare è quella dolce dei laghi o quella artificiale della piscina comunale. È vero sono proprio attaccata, vicinissima a un o dei laghi più grandi d’Italia ma già solo il fatto che da una sponda tu possa vedere l’altra, azzera completamente la magia. Il bello del mare è che sembra sconfinato e non solo a una come me a cui mancano parecchie diottrie. Qualsiasi persona che ti si metta di fianco a guardare con te verso l’orizzonte dovrà prima o poi ammettere che non si può vedere al di là del mare. E finalmente anche quest’anno ho libero i piedi dalle scarpe da ginnastica. Ho affondato le dita bianche dell’inverno nella sabbia vellutata e tiepida.

È stato come quando affondi le mani nell’impasto della torta Margherita: lo senti morbido, caldo e capisci già che quel dolce verrà bene.  Ho camminato fino al bordo, proprio lì dove la schiuma fa il solletico a migliaia di conchiglie.

Dove l’acqua trasparente si stiracchia verso la spiaggia e ruba tutto ciò che trova, se lo mette in tasca e se lo porta in profondità. Dove il limite tra bagnato e asciutto si confonde in fretta, ora esiste, ora non esiste più. Dove ci sono piccoli murales di alghe e dí sale. Faccio qualche passo e guardo il mio corpo immerso, lo intravedo che cambia volumi, si sforma e i colori del costume si espandono. Sembra di guardare dentro ad un caleidoscopio.

Piccoli brividi, poi vengo avvolta, le piante dei piedi accarezzano un fondale soffice ma sconosciuto. Ogni tanto si incontra qualcosa di rotto, di molle, di vivo. Paura, risate, curiosità, tante domande. Qui dentro non sono da sola. Ma nel mare non ci sono certezze, non ci sono risposte, è tutta solo vita che ti scoppia dentro. E poi tappo il naso, raccolgo il respiro e vado giù. Perché muoio di nostalgia di questo mare e del silenzio più bello che si possa ascoltare