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Vagone di sassi

Appesa senza attese in un sospeso cielo che aspetta. Vago in un vagone di sassi che a volte mi schiacciano il cuore e altre volte mi fanno da scaletta per andare in alto a cercarmi il blu. Fino a quando e quando il fino diventa piccolo come piace a me. A volte questo mondo sembra una palla di carta dentro a un secchio di carta. A volte invece rotola così bene che va tutto a colori e colora me tra un primo bacio un po’ tirato e un cuore poco elastico. Forbice, sasso, carta e un fosso da saltare o da buttarmi dentro. Fidarsi della speranza è sempre un casino ma è un casino non fidarsi di nessuna speranza. Oggi mi sono stesa sull’anima e sono rimasta a casa a cercare un colore che mi faccia calore. Ogni persona dovrebbe apprezzare ciò che fa quando fa quello che gli pare. Ho imparato a ballare, piano, piano, mentre l’acqua rimbalza sulla roccia si fa musica, io l’ascolto e raccolgo brividi tra le stelle. Li metto nello zaino. Per ascoltarli di nuovo sotto le coperte. Ho imparato ad ascoltare il mio corpo nudo. Che sente freddo. Che sente solletico. Che sente chi vuole. Coi vestiti che intanto restano a casa da soli a fare l’amore sul parquet e non hanno più bisogno di me.