Sovere – Lovere, “La mia settimana all-inclusive al reparto di ortopedia dell’ospedale di Lovere, dove ho scoperto che si può viaggiare con l’anima. La mia vicina di letto, malata e con una bimba piccola… Il mio grazie all’ospedale”
Ci sono mille modi per affrontare il dolore, uno dei più rari è riuscire a trarre qualcosa di positivo. Soprattutto in un momento storico come questo dove la lamentela è ovunque. E così pubblichiamo volentieri questa lettera di Federica Lumina, una soverese che si è trovata in ospedale con un gomito ‘esploso’, una brutta caduta in bicicletta, gomito finito su un grosso sasso con tutto il peso del corpo e della bici, un lungo intervento chirurgico (4 ore), placche, viti e fili. E ora l’aspetta tanta riabilitazione. Ma in quella settimana di ricovero Federica, abituata a viaggiare ovunque e in qualunque modo, ha trovato un altro modo per viaggiare, si è messa sull’autostrada del cuore con il telepass dell’anima e ci ha scritto questo. Qualcuno diceva che il ‘dolore è il gran maestro degli uomini. Sotto il suo soffio si sviluppano le anime’.
“Voglio raccontare cosa mi è successo in un giugno da caldo record. Proprio a me che sono viaggiatrice sempre pronta. Partire e scoprire cose nuove e nel mondo.
Questa volta il mio viaggio è di sette notti, in camera doppia con servizi, insomma un resort dei sentimenti dell’umanità, del dolore, dei rapporti forti, della dignità, delle storie che ti toccano dentro, della professionalità e competenza di chi vive quotidianamente questa realtà per la prima volta.
Per un incidente di percorso sportivo sono stata ricoverata a Lovere (il nostro ospedale, lo stesso ospedale dove sono nata) prima in Pronto Soccorso, ottimo, e subito dopo il ricovero in ortopedia, con il responso di una brutta frattura al gomito..
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