Dopo Bergamo-Brescia capitali della cultura è accaduto qualcosa di significativo tra le due importanti province lombarde? Qualche progetto comune, qualche iniziativa in continuità con Bs-Bg capitali, qualche idea che metta in continuo rapporto le due comunità cuginissime per tradizioni, dialetti, posizioni politiche (valli leghiste, capoluoghi di centro sinistra)?
Mi pare non sia nato nulla dopo l’opportuno collegamento culturale. Eppure, ci sono vasti campi di collaborazione da esplorare. Portiamo solo alcuni esempi. L’aeroporto di Orio al Serio è diventato uno degli scali nazionali più importanti. Un servizio utilissimo soprattutto per le due realtà confinanti. Non è possibile pensare a una linea ferroviaria che superi le limitatezze dell’attuale collegamento e preveda una ferrovia-metropolitana che colleghi Brescia (e quindi la Venezia-Torino) con Bergamo e Milano Centrale o Malpensa? Una linea che passi direttamente dall’aeroporto di Orio e permetta ai viaggiatori lombardi di arrivare e partire comodamente dallo scalo senza automobile.
Altra idea: le Università delle due città vedono una larga presenza di studenti delle due province sia a Brescia, sia a Bergamo. Non è possibile pensare a due case alloggio per studenti sostenute dalle due amministrazioni cittadine e provinciali che possano abbattere i costi proibitivi degli affitti di case private e facilitare l’accesso allo studio per i nostri ragazzi? La provincia di Bolzano lo fa da anni per i suoi universitari che studiano a Verona.
Lo spopolamento della montagna è comune alle due province. L’agricoltura di pianura ha le stesse caratteristiche nel bergamasco e nel bresciano. Si possono studiare politiche comuni per i due settori? Le verifiche sul funzionamento e l’efficacia di interventi amministrativi si debbono realizzare (come per l’istruzione) a una certa distanza di tempo dalle decisioni prese. Se le capitali Bg-Bs non hanno lasciato traccia forse è il caso di provare con altri progetti più concreti. Nel mio piccolo ho verificato in questi giorni la scelta vincente di un ottimo rapporto tra Valcamonica e Val di Scalve. Da sindaco avevo portato a termine la ristrutturazione di una vecchia malga (ex casa alloggio per i cavatori del marmo nero venato) in località Campelli-Campione, a 1.946 metri, nel comune di Cerveno. Completato il lavoro si è aperta la gara per la gestione. La proposta premiata, tra le 4 presentate, è stata quella della famiglia Pizio di Schilpario. Ora, a dodici anni di distanza, possiamo dire che quel connubio è stato fruttuoso e gratificante per i gestori e per il Comune. Le caratteristiche fondamentali dell’offerta Pizio e del Comune sono state: soluzione del problema dell’acqua visto che la località è piuttosto arida, l’ampliamento della produzione di energia solare, la cucina tipica camuno-scalvina, la possibilità di alloggio in piccole camere di quattro posti letto tutte con bagno (gli italiani sono esigenti anche a 2000m!), l’apertura del rifugio tutto l’anno, anche in periodo invernale, per gli appassionati di sci-alpinismo e per chi ama camminare anche sulla neve. La clientela è numerosa e i prezzi sono di molto inferiori a quelli dei ristoranti di fondo valle che spesso chiedono costi ingiustificati, paragonabili a furti veri e propri. Tutto oro ciò che è stato deciso dalla mia amministrazione, più di un decennio fa, alla luce di una verifica a lungo termine? Per nulla. Ci sono anche i fallimenti. Due o tre esempi per il mio mandato di primo cittadino: la sala polivalente sottoutilizzata, l’albergo diffuso mai partito, le strutture sportive quasi inutili in un paese dove manca attività sportiva per tutte le classi di età. Non c’è in Italia, lo sappiamo, il coraggio di verifiche serie. Quando i soldi pubblici non vengono utilizzati per le finalità previste in progetto, andrebbero restituiti al mittente. Non accade e non accadrà. Continuiamo sonni tranquilli. Don’t worry.


