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Grumello del Monte, Sara, la quinta generazione dell’azienda vitivinicola ‘La Collina’, e i premi internazionali: “Non è un lavoro, ma una missione di vita. 15 ettari e una produzione di 90mila bottiglie”

Gran Medaglia d’Oro al vino Rosso Riserva, medaglia d’oro al vino bianco e spumante e medaglia d’oro al Premio Speciale ‘Forum degli Spumanti’ al Millesimato Extra Brut 2022. L’azienda vitivinicola ‘La Collina’ di Grumello del Monte ha fatto incetta di premi al XXIV concorso enologico internazionale Città del Vino 2026, che si è tenuto a fine maggio a Pramaggiore in provincia di Venezia. Riconoscimenti che racchiudono una lunga storia di passione per la vitivinicoltura che ha abbracciato ben cinque generazioni, da quella del 1830 con Luigi Invernici fino a quella contemporanea che vede protagonisti Sara e papà Luigi.

La storia

E’ proprio con Sara che scaviamo nella storia della loro azienda: “Tutte le cinque generazioni si sono dedicate verticalmente e unicamente all’arte della vitivinicoltura e questo è un aspetto molto importante per noi ed è quello che oggi ci distingue nel panorama bergamasco e non solo. L’altro valore che portiamo in palmo di mano è quello di essere una conduzione familiare e quindi essere riusciti nel tempo a sviluppare e strutturare un business tenuto strategicamente e operativamente dalla famiglia e questo nel mondo del vino, anche nel nostro territorio, sta diventando sempre più difficile”. L’azienda è nata e ha affondato le sue radici a Grumello del Monte, ma la vostra famiglia arriva dalla Valle Imagna: “Il trisavolo di mio papà, Luigi, è arrivato qui per avviare un’agricoltura di necessità per il sostentamento familiare, producendo vino da tavola per il loro consumo. I territori della Valle Imagna erano più montani e meno fertili quindi ha deciso di spostarsi verso il lago e verso un clima più mite e più vocato all’agricoltura in generale, ma poi, grazie ai vocati suoli, scoprì anche la vitivinicoltura. Qui a Grumello ha scelto di stanziarsi sulla parte collinare, anche se a quell’epoca anche la parte bassa era costellata da campi seminativi e vigne, tanto che nel 1980 il paese entra a far parte dell’associazione internazionale ‘Città del Vino’. La mia famiglia ha quindi vissuto tutte le fasi di questo paese agricolo; con Andrea, seconda generazione, l’attività diventa il cuore della famiglia, con consumo domestico e primi scambi sul mercato locale e all’inizio del 1900 con mio nonno Bruno, che rappresenta la terza generazione, iniziamo a dedicarci in modo totale alla vitivinicoltura creando la nostra prima vera rete commerciale. Il nonno Bruno infatti, aveva una visione chiara e all’avanguardia per l’epoca: i suoi vigneti collinari producevano un’uva di qualità e quest’uva doveva essere vinificata internamente e venduta direttamente, non voleva avere intermediari e tantomeno conferire più le sue uve alle grandi cantine sociali del territorio. Nella metà del 1900 infatti la viticoltura inizia a cambiare, diventa sicuramente più attenta e ragionata, anche la visione dei vignaioli cambia, ed è in questi anni che nascono le prime doc (doc valcalepio 1976). Il nonno accetta con entusiasmo il cambiamento e insieme a mio papa Luigi, che lo seguì fin da piccolo in vigna, iniziò ad imbottigliare. Da lì abbiamo iniziato ad essere riconosciuti come famiglia contadina, non solo come produttori ma anche come commercianti…
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