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Poesia per Matilde

Questa poesia è stata letta nella serata di domenica 14 giugno, dopo lo spettacolo di Lella Costa, nella serata di araberara a Clusone, dalla mamma di Matilde, Carmen Scandella. Matilde è morta improvvisamente l’anno scorso, ad agosto, mentre era al mare. Giocava a pallavolo, era un vulcano di simpatia. Nella serata dedicata alle donne, sulla scia del monologo “La Fata” di Lella Costa. Un momento di commozione di tutto il pubblico.
*  *  *
Io e te.
Mi hai chiesto di essere sincera
come i passi che arrivano ad un abbraccio,
come il colore delle bancarelle dei fiorai,
come labbra o ali di farfalle,
come silenzio, come rumore.
Il giorno che mi hai chiesto di essere sincera,
ti ho cercato con gli occhi,
e ti ho risposto piangendo,
come un pesce dentro l’acqua che respira.
Io e te,
come in un cuore che implode,
poi si stringe tra il respiro che suda
e sfrega come carta vetrata sul ferro;
come un profumo che basta per immaginare,
come il rumore della paura
e il foglio scritto da accartocciare.
Il silenzio che adesso ci parla,
è il ricordo dopo il sudore:
il primo giorno di scuola,
i disegni che facevi da bambina,
le messe che sapevano d’incenso,
l’incenso che sapeva di domenica,
il pollo a cuocere nel forno della stufa.
E le fantasie oltre gli orizzonti:
lanciare sassi nel fiume,
regalare un pianto ai ricordi,
la febbre che t’insegnava a crescere,
i tuoi capelli tagliati di “fresco”,
le sedie vuote in cucina,
l’ombra noiosa del primo pomeriggio,
i libri di scuola sparsi sul letto.
E le favole: sempre tutte uguali
nel loro lieto fine.
Il mio fine lieto sei tu, sempre, ovunque,
Io e te, un insieme che nell’una
ridimensiona l’altra.
Io e te.