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Arawordbridge, buona la prima… parte. Da Gorno a Clusone e Lovere con Giobbe Covatta, Lella Costa e Mario Lavezzi

Arawordbridge riprenderà ad agosto, il 22, sempre a Lovere ma al Porto nuovo con la musica e la voce di Anastasio

Archiviamo le prime tre serate di Arawordbridge, il festival di Araberara. Pausa prima del tour de force tra fine agosto e metà settembre con gli altri 4 appuntamenti.
È stato (anche a sorpresa) in termini numerici di partecipazione un “crescendo rossiniano”, dal 6 giugno nel salone di Gorno (al coperto) pieno e non era scontato visto che bisognava arrivarci a Gorno, per molti località sconosciuta e quindi scoperta o riscoperta. Il tema della serata ha avuto come filo conduttore le “miniere”, con due filmati dedicati (uno di Giorgio Fornoni). Poi il mattatore, Giobbe Covatta che ha fatto ridere e pensare, “uno schiaffo e una carezza”. Forse avrebbe meritato una piazza più che un locale chiuso e quindi a capienza limitata. Comunque, era più che soddisfatto, “allora non è vero che voi bergamaschi sapete fare solo i muri” ha commentato ridendo, consapevole degli stereotipi che dilagano anche sulla sua città di provenienza, Napoli.
Poi il 14 giugno Corte S. Anna a Clusone, tutto esaurito, la gente che si è trovata angoli e muretti intorno alla bomboniera baradella per seguire la serata, i video, il lungo e appassionante monologo di Lella Costa dedicato alle “fate”, il ruolo delle donne nella letteratura, nelle canzoni, nel lavoro, nella società. Due momenti commoventi, quella della lettura della poesia letta dalla mamma di una ragazza morta a soli 15 anni, il dolore devastante che cerca una sublimazione nella speranza, e infine il ricordo di altre due donne che avevano partecipato al Calendario delle malate di cancro al seno, arrivato nel 2023 a simbolo l’8 marzo al Parlamento europeo: due di loro sono morte in questi ultimi due anni.
La terza serata di questo festival itinerante era quella del 20 giugno a Lovere (tra agosto e settembre toccherà ancora a Lovere, poi Rovetta, Parre e Sovere). Nel tardo pomeriggio un temporale ha rinfrescato la serata. Poi il prologo con Gianfelice Facchetti, figlio del capitano della Nazionale Giacinto Facchetti, morto esattamente 20 anni fa. Gianfelice è attore, scrittore, sceneggiatore, ha ricordato suo padre e le scelte ultime, quella ad es. del “Grande Torino” prima serie televisiva e adesso pezzo teatrale. Ai margini la coda di tifosi interisti a farsi fare selfie e autografi. Ma il personaggio va ben oltre il calcio e lo rivedremo. E poi il canovaccio della storia della canzone italiana dalla metà degli anni ’60 (“E’ il primo giorno di Primavera”, scritto proprio da Mario Lavezzi e da lui riproposto con la vocalist eccezionale Cristina Di Pietro) e via via le “sue” canzoni, in collaborazione con Mogol, e artisti come Lucio Battisti (il brano finale, “La canzone del sole” cantato da tutta la platea sterminata, più di 3 mila persone) e soprattutto canzoni scritte da Lavezzi per le cantanti, Vanoni, Mannoia, Alexia, Anna Oxa, Caselli, Pausini, e soprattutto la sua storia (anche d’amore) con Loredana Berté. Il video finale dedicato ai “ricordi” (il tema della “Notte romantica”) ha chiuso che era notte.
Adesso Arawordbridge si prende una pausa. Perché? Dobbiamo confessarlo. Quando abbiamo fatto la programmazione era già il tardo autunno scorso. Tra incastrare i sabati e le domeniche tra gli impegni dei Comuni e degli artisti è stata una faticaccia, tutta a carico di Aristea Canini che tutto il festival ha ideato e portato avanti. Poi il Bando regionale seguito da Matteo Oriani. Poi i vari intoppi e qui ha aiutato Cinzia Baronchelli. E naturalmente Angelo, Sabrina, Francesco, Etta, Rosa, Lory, Marisa e a turno le donne del calendario, sempre entusiaste, la giovane Elisa Pasinetti. In particolare ha aiutato la professionalità di un regista e tuttofare come Walter Spelgatti.
Ma ancora a gennaio eravamo… certi che l’Italia del calcio ai mondiali ci sarebbe stata. Quindi abbiamo tralasciato luglio, nella speranza di poter tutti quanti seguire le “notti magiche” del 2006 a vent’anni di distanza.
Adesso seguiamo squadre calcisticamente esotiche, tifando marginalmente per i Davide di turno alle prese con i Golia tra i quali noi aspiravamo ad essere (e allora ci farebbe comodo anche un mal comune mezzo gaudio).
E allora arrivederci a sabato 22 agosto a Lovere (Porto Turistico) con Anastasio (definito dal Maestro Enrico Melozzi, il nuovo Leopardi della musica, già vincitore di X Factor, ci aveva incantato con la sua versione di Generale e con molti altri testi che stanno riempiendo le radio). E poi a raffica gli ultimi tre appuntamenti di Arawordbridge, il 30 agosto a Rovetta (nuovo Pala Rovetta) con Francesco Baccini, il 5 settembre a Parre (nella grande struttura) con Omar Pedrini e il 13 settembre la chiusura a Sovere (al Santuario) con Mario Pirovano con lo spettacolo dedicato a S. Francesco. Sempre con sorprese.
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