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Clusone, “Io, Luciano, picchiato quella sera alle Fiorine. Ho il naso rotto e dolori alla tempia. Nessun rancore, sono una sparuta minoranza, mi ha colpito l’affetto della gente”

Sabato mattina di giugno. Luciano Bassanelli arriva in redazione, maglietta nera con il logo della sua (ormai ex) azienda: “Ora proseguono i miei due figli”, jeans e sorriso stampato in volto, naso… rotto e ogni tanto dolore alla tempia (“Dove ho preso i pugni”). Ma Luciano non è uno che serba rancore, anzi. Facciamo un passo indietro. Luciano è il consigliere comunale che sabato 30 maggio è stato picchiato da un gruppo di ragazzini. Notizia diffusa qualche giorno dopo sui social con un video dell’aggressione e finita anche in consiglio comunale con qualche polemica sollevata dalla minoranza. In mezzo a tutto questo lui, Luciano Bassanelli, punto di riferimento delle Fiorine, da sempre attivo su più fronti, anche su quello sociale (è fratello di don Mauro Bassanelli fino a qualche anno fa parroco a Fino del Monte e ora Arciprete a Zogno).
“Era verso mezzanotte – racconta Luciano – dopo la premiazione del torneo di calcio, gli adolescenti hanno fatto un po’ di festa, c’era musica, io ero lì a nome del Comune per la premiazione, c’era anche il consigliere regionale Michele Schiavi. Poi quando tutto era quasi terminato mi dicono che nel parco nuovo, quello per i disabili, ci sono alcuni ragazzi. Vado a vedere, il cancello è chiuso e gli dico che non possono stare lì, se ne sono andati senza fare problemi. Passo davanti a quello che chiamiamo l’abbeveratoio e vedo alcuni gruppetti di ragazzini che si stanno incontrando, una quindicina, sembravano tutti o quasi minorenni, si posizionano sul piazzale della chiesa. Arrivo e trovo il don (Don Carlo Maria Viscardi – n.d.r.) che mi dice di fermarmi un attimo a vedere come vanno le cose.
I gruppi di ragazzi cominciano a insultarsi fra loro, probabilmente c’era stato qualcosa prima, si capiva da quello che si dicevano.
Il don interviene dicendo di smetterla e di andare a casa. Uno di loro si gira e gli sferra un forte calcio tra gambe e inguine. Il don si accascia, io intervengo per difenderlo, un ragazzino sferra un calcio a me, cerco di scansarlo e ne arrivano altri e parte una raffica di pugni, non ho reagito, non capivo nemmeno bene il perché stavano facendo quello. Sentivo il sangue colarmi dal naso e a un certo punto non vedevo più niente”.
Luciano ha il naso rotto, i pugni lo colpiscono anche alla tempia: “Non vedevo niente, nulla, un ragazzo mi ha preso sottobraccio e mi ha portato in bagno, ero pieno di sangue, ricordo che era vestito di bianco, ecco, vorrei ringraziarlo, mi sono sciacquato e intanto sono arrivati i carabinieri”.
Nessun intervento al naso? “Non devo essere operato, ci vorranno però una ventina di giorni prima che si sistemi tutto, sono stato in ospedale a Seriate, quando tocco sento dolore e un formicolio, mia madre che ha 90 anni dice che se sento il formicolio è perché sto guarendo…”.
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