Call center sull’orlo della crisi. L’IA mette a rischio un terzo degli addetti, a Bergamo interessati quasi 400 lavoratori
Una crisi corre lungo tutta la filiera dei call center, rischiando di trasformarsi in una emergenza industriale nazionale. La continua introduzione di programmi di intelligenza artificiale nel settore fa alzare il livello di allarme, dal momento che “il progresso” mette in discussione quasi un terzo della forza lavoro. La questione la solleva FISTEL CISL di Bergamo, che sottolinea come “il settore è in grande difficoltà . Serve un supporto delle istituzioni e del Governo, altrimenti non se ne uscirà”, dice Giuseppe Autiero, segretario generale della categoria orobica.
Gli addetti ai call center in Italia sono circa 80.000, di cui quasi 400 dislocati nella provincia di Bergamo. In questo settore, nel 2025 sono stati persi circa 5.000 posti di lavoro. Oggi oltre 3.000 addetti sono coinvolti in crisi che appaiono insanabili e che, purtroppo, potrebbero comportare la perdita del posto di lavoro nel breve periodo. Altri 15.000 tra lavoratrici e lavoratori potrebbero essere investiti, nel futuro prossimo, da azioni di dismissione, qualora il modello delle gare di appalto, che vede l’introduzione di strumenti di automazione e della Intelligenza Artificiale in sostituzione delle persone, si estendesse a tutte le committenze. Non esiste una percentuale di perdita di posti di lavoro globale univoca, ma le stime indicano che l’IA potrebbe automatizzare nei prossimi anni fino al 18% di tutte le attività lavorative nel mondo. In Italia, l’impatto maggiore si concentrerà sui giovani: il 77% delle aziende prevede un calo delle opportunità per i ruoli ai livelli di ingresso a causa dell’automazione. E in un settore altamente tecnologico e a rapida evoluzione come quello delle Telecomunicazioni l’impatto dell’IA potrebbe ridurre drammaticamente la necessità di personale umano.
“Le problematiche che stanno emergendo chiaramente in tutta la loro drammaticità – conclude Autiero -, e che come sindacato confederale denunciamo inascoltati da anni, non possono essere affrontate semplicemente vertenza per vertenza, con i pochi strumenti messi a disposizione dalla normativa vigente. Davanti a una crisi sempre più strutturale, con una introduzione sempre maggiore di strumenti di automazione e intelligenza artificiale, non possono essere i soli ammortizzatori sociali la risposta ad una crisi che è sempre più consolidata”.

