LETTERA DI UNA NONNA ALLA NIPOTINA – Cara Luna, ti regalerò una bussola per ritrovare la strada di casa quando sarai nella tempesta
Sono la nonna di sei nipotini e mezzo (l’ultimo, che chiamo per ora “Lenticchia”, spero ci raggiunga ad ottobre, diventando il nostro bimbo arcobaleno, visto che arriverebbe dopo una perdita).
Si chiamano Luna, Liam, Giada, Cecilia, Matilde e Leonardo. Molti sono ancora piccoli e le preoccupazioni sono di un altro tipo, ma due stanno diventando grandi. Non sono di quelle persone che pensano che tutto fosse meglio ai nostri tempi, anzi. Penso che ogni epoca abbia avuto i suoi problemi e che sempre sia esistita la fatica di crescere, ma mi spaventa un po’ la leggerezza con cui si affrontano certi temi tipo la droga o le dipendenze nei discorsi e nei social vari. Quindi ho scritto una cosa per la mia prima nipotina e ve la invio.
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Ciao Luna,
fra poco partirai per il tuo primo viaggio da sola, lontano. Credo di sapere cosa provi. In noi rimane qualche eco di quello che siamo stati e, guardando te, mi si è aperta una delle tante porticine della memoria e mi sono rivista adolescente, quattordicenne. Nel ricordo però il tuo viso e il mio si confondono, vedo gli stessi occhi, sento il tuo cuore batter forte, avverto la tua emozione che poi è la mia.
Sei appena arrivata e già parti. I nipoti non dovrebbero crescere mai. Questo dispetto ce lo hanno già fatto i figli, ma voi no. Voi dovevate rimanere bambini per sempre facendo rimanere per sempre noi dei “vecchi-giovani”. E invece parti e vai lontano, ma capisco che è giusto così perché in questo modo ci stiamo preparando piano piano al distacco più lungo, quello definitivo.
E poi io e te siamo abituate. Mai siamo state vicine, mai abbiamo potuto condividere la quotidianità. Questa lontananza ha avuto anche dei vantaggi perché quando i genitori ti portavano qui, ti lasciavano poi qualche giorno, una volta addirittura quindici consecutivi, ti ricordi? E questo rendeva possibile una full immersion totale che era l’occasione perfetta per annusarci, toccarci, condividere tutto, insomma per addomesticarci. E come la volpe del Piccolo Principe, anch’io ho cominciato ad amare ogni cosa mi ricordasse te e che mi facesse tollerare le assenze. La luna nel cielo naturalmente con le sue infinite declinazioni e le tue passioni che poi sono diventate le mie. Guardare la realtà coi tuoi occhi me l’ha fatta diventare tutta rosa, tutta nuova, come quando cade la neve e rende pieno di pace e di candore anche un sacco della spazzatura. O come le rose su un muro sbreccato che fanno trionfare la bellezza.
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