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La storia delle ‘cave’ di Lovere/1. La cava dal XVII secolo, la distruzione del dosso del Castello, quelle 1000 tonnellate di gesso commercializzato ogni anno, la Tramvia chiusa nel 1931 e…

La zona delle cave di Lovere. I parcheggi alla ex Casa Gialla. Piazzale Bonomelli. Unite i puntini di questi tre luoghi e otterrete un’unica zona conosciuta un po’ da tutti.  Una zona che apre le porte a uno dei centri storici più belli d’Italia, fragile geologicamente e affascinante. E allora siamo andati a cercare di capire la storia di questo posto per scoprire per l’attività di escavazione del gesso in zona è presente almeno dal XVII secolo. La cava a monte dell’abitato di Lovere deve essere stata attivata nella prima metà del sec. XIX. Infatti nel catasto Lombardo Veneto (1853) la collina del Castello appare interessata a sud ovest da un primo sito di escavazione del gesso esteso ad un’area limitata. Si tratta del punto d’avvio dell’attività estrattiva che porterà, in meno di cento anni, alla quasi totale distruzione del dosso del Castello, su cui nel Medioevo doveva trovarsi il Castello di Lovere e probabilmente in epoca preistorica l’abitato originario. Si trattava di un’attività assai lucrosa. Nell’Alto Sebino (tra Lovere, Pisogne e Volpino) nel 1870 si commercializzavano annualmente 1.000 tonnellate tra gesso cotto e crudo polverizzato.
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