cronaca
|Dalmine, 35enne indagato per atti persecutori, furto, danneggiamento e violenza sessuale
Nella serata del 4 giugno 2026, i Carabinieri della Stazione di Dalmine hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bergamo, nei confronti di A.V., 35enne domiciliato a Dalmine, gravemente indiziato, allo stato delle indagini, dei reati di atti persecutori, furto aggravato, danneggiamento e violenza sessuale. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bergamo e sviluppata dai Carabinieri della Stazione di Dalmine, trae origine dalla querela presentata nel mese di maggio 2026 dall’ex compagna dell’indagato, a seguito dell’interruzione della relazione sentimentale avvenuta poche settimane prima.
Secondo quanto emerso nel corso delle indagini preliminari, il 35enne avrebbe posto in essere reiterate condotte moleste, minacciose e aggressive nei confronti della donna e di alcuni suoi familiari. Tra gli episodi oggetto di contestazione figurano presunte aggressioni fisiche, reiterati danneggiamenti all’autovettura in uso alla persona offesa, nonché comportamenti ritenuti intimidatori anche nei confronti di familiari della stessa. Secondo l’impostazione accusatoria recepita nel provvedimento cautelare, tali condotte avrebbero determinato nella persona offesa un perdurante stato di ansia e timore per la propria incolumità e per quella dei propri familiari, inducendola a modificare le proprie abitudini di vita. All’indagato è inoltre contestato il reato di violenza sessuale in relazione a un episodio avvenuto la mattina del 6 maggio 2026 a bordo di un autobus di linea sulla tratta Dalmine–Bergamo, ai danni di una giovane passeggera estranea ai fatti sopra descritti. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, la donna avrebbe subito ripetuti contatti fisici indesiderati da parte dell’uomo, il quale avrebbe simulato di dormire per eludere l’attenzione dei presenti. Una volta scesa dal mezzo, la giovane riferiva immediatamente l’accaduto all’autista dell’autobus, che provvedeva a contattare senza ritardo i Carabinieri, consentendo l’avvio degli accertamenti investigativi.
Contestualmente all’esecuzione della misura cautelare, i Carabinieri hanno eseguito una perquisizione personale e domiciliare delegata dalla Procura della Repubblica di Bergamo, nel corso della quale sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro una spada tipo “katana” della lunghezza di circa 84 centimetri e un fucile da caccia ad avancarica a doppia canna, risultato privo di funzionalità.


