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Clusone, Balduzzi: “Tradito dai partiti: ho pensato di dimettermi (ci ha pensato anche la Luzzana) ma restiamo, almeno per un anno”

Giuseppe Balduzzi si è preso qualche giorno di vacanza a Roseto degli Abruzzi. “Sono in spiaggia e sto leggendo un libro”. Mi spiega anche la trama, ma a così lunga distanza confesso di non averci capito molto. Elaborato il lutto? Balduzzi non è per nulla tramortito dal risultato elettorale, ma risentito sì, anche “per le centinaia di persone che mi avevano promesso il voto e non sono nemmeno andate a votare. L’ho capito alle 11 di lunedì come sarebbe finita, proprio vedendo le assenze”. Ma l’analisi della sconfitta è molto chiara. “Siamo stati traditi dai partiti, ormai si deve parlare di Comitati elettorali, indipendenti dai partiti, qui si è passati da sinistra a destra, ma vedo che anche Morstabilini ha avuto difficoltà nel fare la Giunta, succede quando stai con tutti”.
La delusione ha prodotto la tentazione di dimetterti? “Me l’ha proibito mia moglie, che nemmeno mi ha votato, era contraria a che mi candidassi perché diceva di non fidarmi. Adesso però mi ha detto, no, resti in Consiglio a fare opposizione, almeno per un anno. In realtà anche Antonella Luzzana aveva avuto la stessa tentazione, sempre per la delusione avuta dai partiti, ma restiamo in Consiglio. Sia chiaro, sono sereno e tranquillo ma in Consiglio faremo opposizione, eccome. A Morstabilini riconoscono l’abilità politica di aver tenuto rapporti con destra e sinistra, Con Jacopo Scandella e Michele Schiavi, senza scrupoli, ma non gli riconosco abilità amministrativa, in questi anni, con tutti soldi che c’erano con il PNRR non ha portato a casa quasi nulla”.
E adesso il tuo rapporto con i capi e capetti di partito? “Adesso aspetto che mantengano la parola data e paghino la metà di quanto è costata la campagna elettorale, ed è costata molto: metà la metto io, ma secondo i patti, l’altra metà la devono mettere loro. Vediamo. E comunque in prospettiva, sia chiaro, diventeremo una lista civica pura, togliendo i simboli che, come si è visto, contavano niente”.
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