A Gorno Giobbe Covatta per Arawordbridge: uno schiaffo e una carezza
8 giugno 2026 | 13:30
Una serata in Val del Riso, il salone dell’area feste pieno di gente salita con il sole che va al tramonto. Giobbe Covatta arrivato da Napoli con Ugo Gangheri (alla chitarra) in un posto che nemmeno immaginava, la sera prima al teatro Carcano di Milano, ma non si aspettava tanta gente. L’apertura con le immagini delle sette serate programmate per questo festival, poi con le immagini delle miniere, perché Gorno è un paese minerario, prima con quelle che hanno fatto la storia della val del Riso e adesso vanno in cronaca, perché una società australiana le vuole riaprire. Australiana la società come l’Australia è stata la meta degli ex minatori di Gorno e laggiù si è raccontata la storia di un uomo chiamato Charlie, che poi era uno di Gorno. Ad accompagnare le immagini la poesia di Pierluigi Cappello che fotografa le voci e le facce di un paese, in una giornata qualunque. Poi le immagini portate da Giorgio Fornoni di una miniera d’oro, in Perù, la sofferenza e lo sfruttamento, le attese e le speranze vane di “far fortuna”.


E poi lui, il personaggio, Giobbe Covatta che per quasi due ore ha fatto pensare e ridere (molto), con la classe e la leggerezza di chi non rinuncia a mandare messaggi, “uno schiaffo e una carezza”.


Era notte quando con un rinfresco si è chiuso lo spettacolo. E adesso si annuncia la prossima serata con Lella Costa a Clusone (potete prenotare qui il vostro posto a sedere), domenica 14 giugno, con “La fata”, il ruolo delle donne nelle favole e nella realtà e poi a Lovere con Mario Lavezzi che ripercorre la storia della canzone italiana e Gianfelice Facchetti (il figlio del campione Giacinto Facchetti).


