Oneta, Angelo Dallagrassa, sindaco per 20 anni. Radioamatore, appassionato di lirica: “Parlavo con Re Hussein, feci da ponte per Ambrogio Fogar e per il terremoto del Friuli. Adesso faccio il nonno…”
È uno dei grandi vecchi della politica. Angelo Dallagrassa è sulla soglia dei 78 anni: li compie il 4 luglio che già è una data importante, celebrando gli Stati Uniti l’Independence Day. Oneta, il Comune che ha amministrato da sindaco per 20 anni (“20 anni e 8 mesi”) è da sempre indipendente e non ha subito nemmeno l’onta delle aggregazioni fatte dal regime fascista nel 1927. E’ un Comune diviso in quattro frazioni, Villa che è poi il capoluogo, Chignolo, Cantoni e Scullera. A loro volta le quattro frazioni hanno, ognuna, una “contrada”. Tre parrocchie storiche (le dirigono tre Padri Monfortani), tre cimiteri e un Santuario famoso, quello della Madonna del Frassino. E già si capisce come amministrare un Comune così frastagliato sia impegnativo.
Gli abitanti attualmente sono 585. “Ma se vai a vedere, al censimento del 1951 Oneta contava 1.127 abitanti”. Che è stato il suo picco storico. Praticamente si è tornato ai valori residenziali del primo censimento del Regno d’Italia, nel 1861 quando a Oneta c’erano registrati 575 residenti.
Un balzo all’indietro. “Il calo è stato progressivo ma la causa maggiore è comunque stata la chiusura delle miniere, nel 1982. Quell’evento ha cambiato l’assetto sociale ed economico del paese”. Ma riavvolgiamo il nastro della tua storia.
“Farai il politico”
“Ero studente di ragioneria. Avevo come insegnante Giovanni Ruffini che già era sindaco di Costa Volpino (1937-1990: per 4 legislature consigliere regionale ed eurodeputato – ndr). Era la fine degli anni 60, mi pare il 1969. Un giorno fece una lezione invitandoci a fare un discorso politico. Io, che sono stato sempre repubblicano, parlai di Giuseppe Mazzini e Carlo Porta. Ruffini mi disse: ‘farai il politico’. Lo incontrai di nuovo nel 1972 a Oneta e Clusone e mi disse di impegnarmi in politica. E allora, nel 1975 entrai nella lista concorrente alla Dc. Era una lista di opposizione per modo di dire, tanto che venni eletto in minoranza ma mi fecero assessore alla cultura per la maggioranza. Il sindaco di Oneta era Giovanni Epis, poi nel 1980 Remo Imberti. Fatto sta che feci l’assessore per dieci anni. Fui eletto sindaco anni dopo, nel 1999 e lo feci fino al 2009. Non si potevano fare più di due mandati consecutivi. Nel 2014 fui rieletto sindaco fino al 2019. Quell’anno nessuno si presentò alle elezioni. L’anno dopo, nel 2020 fui rieletto sindaco e adesso, dopo 20 anni e otto mesi, tiro i remi in barca e spero con mia moglie, siamo sposati da 50 anni, ho due figli e quattro nipoti, mi sono sposato nel 1976, di viaggiare un po’. Tutto qui”.
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