Logo
Cene, cronaca di una vittoria storia, la prima roccaforte leghista d’Italia alza bandiera bianca. Roberto Radici, neo sindaco (anche allenatore di calcio) “Questa è la squadra più forte che ho allenato”

«Prendiamo atto della sconfitta, ma auguriamo veramente un buon lavoro ai nostri avversari.» Il sole è ancora caldo. In piazza Italia i candidati e i sostenitori della lista civica Noi per Cene stanno esultando. Abbracci, sorrisi, qualche “finalmente” lanciato come risposta alle auto che, a suon di clacson, salutano il neosindaco Roberto Radici e tutti i vincitori delle elezioni amministrative 2026. Sotto, sul terrazzo del grande edificio del municipio, che si affaccia verso il fiume Serio, invece ci sono gli sconfitti. E la prima a parlare è Gaia Anselmi, la candidata sindaca di Direzione Cene – Uniti verso il futuro. La lista della Lega che dal 1990 governava ininterrottamente il comune seriano. «Ci sta che un paese dopo così tanto tempo abbia voglia di un cambiamento e voglia provare nuove esperienze. Gli ultimi, dal Covid in poi, sono stati anche anni molto difficili.» Intanto vicini alla candidata che ha ottenuto 752 voti, quasi il 39% dei votanti, non sono in molti. C’è il candidato consigliere Nicola Capitanio, già candidato nel 2020 che ci tiene a ringraziare il lavoro e l’impegno di Anselmi: «Abbiamo recuperato tanti consensi grazie a Gaia e grazie al gruppo che si è riunito un po’ all’ultimo momento.»

Ma oltre a queste prime dichiarazioni diplomatiche e da conferenza stampa, che parlano di bella rincorsa nonostante la consapevolezza dello svantaggio iniziale, già si cerca di capire quale è stato il motivo di questa sconfitta, nella storica roccaforte leghista, proprio lì dove 36 anni fa il Carroccio, che era ancora di Bossi e sognava la Padania libera, aveva conquistato il suo primo comune. C’è chi parla di flessione nazionale del partito con Albertino da Giussano nello stemma, legata al calo di consensi attorno al segretario federale Matteo Salvini, chi dei problemi avuti dall’ultima amministrazione leghista di Cene, guidata da Edilio Moreni, e chi come il candidato consigliere Enzo Verzeroli sta più sul pratico, sulla matematica pura: «Il problema è stata l’affluenza, rispetto alle scorse amministrative ci sono stati circa 400 elettori in meno: sono i voti che ci mancano per poter vincere.»

Il pagellone (alla Italia mondiale) delle elezioni

ROBERTO RADICI voto 10

Come Enzo Bearzot ha forgiato la sua squadra nel silenzio, nel lavoro e nella compattezza. Ha vinto dopo 36 anni di dominio della Lega, come il Vecio che per arrivare al trionfo del Bernabeu aveva dovuto sconfiggere le grandi favorite: Brasile, Argentina e Germania Ovest. Però a differenza del calcio dove prima giochi bene e poi vinci, in politica prima si vince e poi si deve dimostrare…

DAVIDE BONSAVER voto 10

Lui è il capitano. Lui è il Dino Zoff della squadra di Radici. Dopo tante delusioni, tante sconfitte elettorali, arriva la vittoria, anzi il trionfo. Con 97 preferenze è il più votato. Il privilegio di alzare la tanto desiderata quanto rincorsa coppa della successo è suo…

ARTICOLO COMPLETO SUL NUMERO IN EDICOLA DAL 5 GIUGNO