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Sara, che ha ritrovato sua sorella dopo 26 anni

“Ci siamo trovate sui social, lei non sapeva di me, io non sapevo di lei”, poi l’abbraccio a Cremona

Ci sono storie che sembrano scritte dal destino e che passano attraverso gli abbracci più inaspettati. Come quella di Sara, che ho incrociato quasi per caso sui social e in un pomeriggio di metà maggio, mentre sta attendendo l’aereo che la riporta a casa, le ho chiesto di raccontarmela. Sara Castelli ha 26 anni, vive a Piamborno, studia all’Università di Scienze dell’Educazione e lavora alla scuola dell’infanzia come servizio civile. E fin qui nulla di così tanto speciale, avete ragione, ma aspettate ancora qualche secondo.
Sara è arrivata in affido e poi in adozione quando aveva soltanto tre mesi dentro una famiglia piuttosto… numerosa. Mamma Virginia (che avevamo intervistato nel 2023 quando aveva pubblicato il suo libro ‘La forma dell’amore’) ha quattro figli, due di ‘sangue’, Gioele e Sofia, poi Sara, Cristina ed Emanuele, che frequenta la terza elementare, arrivato in affido due anni fa. Ma torniamo proprio a Sara e a quell’incontro che le ha cambiato la vita. Dall’altra parte di un abbraccio immenso c’è Valentina, 30 anni, sua sorella biologica. Si sono incontrate 26 anni dopo la nascita di Sara, l’una non sapeva dell’esistenza dell’altra.
Non sapevo di avere una sorella – racconta Sara -, ma nell’età adolescenziale avevo iniziato a scrivere delle lettere a mia mamma Virginia, dove le chiedevo di raccontarmi delle mie origini e dei miei parenti biologici. Era un periodo buio con tante insicurezze e mia mamma ha iniziato a raccontarmi che i miei genitori non c’erano più, mi ha detto come si chiamavano e mi ha accompagnata al cimitero a Cremona, dove sono sepolti”.
Che emozioni hai provato? “La prima volta che ci sono stata non la ricordo nemmeno, però anche se per un po’ di tempo non l’ho detto alla mia famiglia, sono sempre andata a trovarli, ogni anno. Per me significava sentirli vicini, non ho mai provato odio nei loro confronti, anzi sono grata a loro per aver scelto di farmi nascere, perché avrebbero potuto anche decidere di interrompere la gravidanza e adesso non sarei qui, non sarei cresciuta con una famiglia bellissima come quella che ho e non avrei conosciuto Valentina. Mamma è morta nel 2002 e papà nel 2009, erano tossicodipendenti… certo che se fossero ancora vivi, avrei voluto conoscerli, non avevano rinunciato alla patria potestà su di me e avrei avuto il desiderio di sapere cosa è successo, perché quando stavo nella comunità non sono venuti a trovarmi e non hanno rispettato le regole dei tempi che dovevano passare con me, però probabilmente ha vinto la dipendenza. Credo fossero consapevoli che non avrebbero potuto darci una vita facile”.
Torniamo a tua sorella, come l’hai cercata? “Quando ho compiuto 25 anni ho fatto richiesta al Tribunale dei Minori di Brescia per chiedere informazioni sulle mie origini biologiche, ma non ho ottenuto alcuna risposta. Avevo già aspettato troppo e così mi sono messa a cercare da sola”.
Come hai fatto? “Sapendo nomi e cognomi dei miei genitori biologici, ho cercato su una pagina Instagram di un giornale di Cremona tutte le persone che avevano i loro stessi cognomi e mi sono apparse persone con quello della mamma… ho iniziato a scrivere a tutti. Dopo quattro giorni mi ha riposto Lucy, dicendomi che era mia cugina e che otto anni prima era stata contattata da mia sorella, anche lei data in adozione. Era ancora in contatto e quindi le ha subito parlato di me”.
Quando vi siete ritrovate? “Il 20 marzo ci siamo scritte per la prima volta e ci siamo incontrate il 29. Lei vive in un paesino in provincia di Mantova e ha due figlie, una di 13 e una di 6 anni”.
Non ti aveva mai cercato? “Aveva provato ad informarsi, ma nessuno era a conoscenza della mia nascita, le hanno parlato di un fratellino che era morto in culla, ma nemmeno i parenti sapevano di me”.
Che emozioni hai provato quando finalmente vi siete incontrate? “Quando ci siamo sentite tramite i social e al telefono ho provato un’emozione forte e non vedevo l’ora di incontrarla e quando poi ci siamo viste a Cremona è stata una gioia immensa… aspettavo da una vita di trovare qualcuno che mi somigliasse così tanto. Quel giorno non lo dimenticherò mai, siamo state insieme tutto il giorno, ho conosciuto le mie nipotine, nostra cugina Lucy e anche alcuni parenti da parte di mia mamma”.
Una sorpresa per le tue nipotine: “La più piccola mi ha detto: ‘Zia Sara, io non so come mai sei mia zia, ma ti voglio bene’”.
L’affetto di un fratello non ti è mancato, ma che effetto fa trovare tua sorella di sangue? “E’ vero, non mi è mancato, ma quando ho incontrato Valentina e l’ho trovata così uguale a me, anche dal punto di vista del carattere, mi ha fatto sentire amata e desiderata”.
Non serve la prova del dna: “No, non serve (sorride, ndr). Abbiamo la stessa risata, lo stesso modo di parlare, siamo uguali, due gocce d’acqua”.
Insomma, quando l’hai vista non hai avuto dubbi: “No, pensavo di piangere, di essere timida, invece è stato tutto così emozionante”.
Cosa pensi ti sia mancato di un’infanzia insieme? “Sicuramente sarebbe stato bellissimo diventare grandi una accanto all’altra, ma dall’altro punto di vista penso che non si sarebbe creato il legame che invece abbiamo adesso”.
Il nostro tempo sta per scadere, un’ultima domanda, ora come state recuperando il tempo perso? “Ci sentiamo spesso e ci vediamo ogni fine settimana, io devo ancora conoscere un po’ dei suoi parenti e lei la mia famiglia. Sicuramente passeremo tanto tempo insieme, abbiamo tanto da raccontarci, una vita intera”.