Logo
Bergamo, truffa del ‘falso appartenente alle forze dell’ordine’, nuovo arresto in flagranza: recuperati oro e contanti sottratti ad un’anziana

I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Bergamo, nell’ambito dei costanti servizi di controllo del territorio e di contrasto alle truffe ai danni delle fasce più vulnerabili della popolazione, nella giornata del 28 maggio 2026 hanno tratto in arresto in flagranza di reato un 45enne, nato a Palermo e residente in Liguria, già gravato da precedenti per reati contro il patrimonio, ritenuto responsabile, allo stato, del reato di truffa aggravata in concorso.

L’attività trae origine dalle numerose segnalazioni pervenute, nella tarda mattinata del 28 maggio, alla Centrale Operativa dei Carabinieri di Bergamo, relative a tentativi di truffa telefonica ai danni di persone anziane, accomunate dal consolidato schema del cosiddetto “finto appartenente alle forze dell’ordine”. In particolare, gli interlocutori, qualificandosi falsamente come appartenenti alle Forze dell’Ordine, prospettavano situazioni di emergenza – quali presunti coinvolgimenti di familiari in vicende giudiziarie – inducendo le vittime a consegnare denaro e preziosi.

Alla luce delle informazioni raccolte, i militari della Sezione Operativa hanno predisposto nell’immediatezza un mirato servizio di osservazione e controllo nei comuni di Bergamo, Sorisole, Valbrembo e Paladina, nonché nei pressi della stazione ferroviaria del capoluogo, ritenuta possibile punto di transito degli autori.

Nel corso del servizio, i Carabinieri hanno individuato un soggetto sospetto in compagnia di una donna mentre si accingeva a salire a bordo di un autobus di linea. Sottoposto a controllo, l’uomo veniva trovato in possesso di monili in oro e della somma di 200 euro in contanti, senza fornire plausibili giustificazioni circa la provenienza dei beni.

Gli immediati approfondimenti investigativi hanno consentito di ricondurre quanto rinvenuto a una truffa appena consumata ai danni di una 68enne residente a Paladina, che, escussa nell’immediatezza, riferiva di essere stata contattata telefonicamente da un sedicente Carabiniere. Con il pretesto del coinvolgimento del figlio in una vicenda giudiziaria, la donna era stata indotta a raccogliere denaro e preziosi custoditi in casa.

Poco dopo, un uomo – successivamente identificato nell’odierno arrestato – si presentava presso l’abitazione della vittima qualificandosi come incaricato dell’Arma dei Carabinieri e, con il pretesto di dover svolgere accertamenti, si faceva consegnare i beni presenti in casa, per un valore complessivo di circa 8.000 euro, allontanandosi subito dopo.

Tra gli oggetti sottratti figurava anche la fede nuziale del marito della vittima, bene di particolare valore affettivo, anch’essa recuperata e restituita alla legittima proprietaria unitamente all’intera refurtiva.

I successivi riscontri investigativi hanno inoltre consentito di ricostruire le modalità dell’azione delittuosa e di delineare il coinvolgimento di un complice, allo stato in corso di identificazione, incaricato dei contatti telefonici con la persona offesa.

Nel corso delle operazioni, nella disponibilità della donna che accompagnava l’arrestato venivano rinvenuti ulteriori monili in oro, allo stato non riconducibili all’episodio appena descritto. La stessa è stata pertanto deferita in stato di libertà per ricettazione, mentre sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati all’individuazione di eventuali ulteriori vittime.

Al termine delle formalità di rito, il 45enne è stato trattenuto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria e, nella mattinata del 29 maggio, condotto dinanzi al Tribunale di Bergamo per la celebrazione del rito direttissimo. All’esito dell’udienza, l’arresto è stato convalidato e il Giudice ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare della custodia in carcere.

L’episodio si inserisce nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto al fenomeno delle truffe ai danni delle persone anziane, rispetto al quale l’Arma dei Carabinieri mantiene costante attenzione attraverso servizi mirati e attività di sensibilizzazione sul territorio.

Si rinnova pertanto l’invito alla cittadinanza, in particolare alle persone anziane e ai loro familiari, a diffidare da richieste telefoniche di denaro o preziosi, ricordando che nessun appartenente alle Forze dell’Ordine richiede la consegna di contanti o beni di valore per presunti accertamenti. In caso di dubbi o situazioni sospette è sempre opportuno contattare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112.