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Lovere, quella canna da pesca nel vicolo dove penzolano messaggi, parole scritte a penna, colonna sonora di battiti di cuore e di stupore

Mentre in tanti a Lovere e dintorni se la suonano e se la cantano, qui, in questo vicolo che da sul lago, dove quando ci si infila si respira la poesia dei quartieri che fanno guscio e ali, abita Vittorio, un ragazzino di 11 anni che ha un’anima a colori e un cuore che batte di poesia di vita. Se passate di qui, magari per caso come ho fatto io, con un gelato in mano in una domenica di maggio, noterete una canna da pesca che penzola dalla finestra, in fondo una busta di plastica e dentro alcuni messaggi, per chi passa, per chi passeggia, per chi è solo o in compagnia, perché ci sono parole, quelle scritte ancora meravigliosamente a mano, che restano, resistono e si infilano più nel cuore di mille altre buttate sui social come fossero tutti un poligono di tiro dove il bersaglio da colpire è la tuttologia.
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