Logo
Valbondione, Walter Semperboni: “Un’assemblea pubblica ‘contro’ di me, con l’’Innominato’ e i miei ex consiglieri. Io vado avanti per la mia strada, sogno una sede staccata dell’università a Valbondione come quella di Edolo”

L’Innominato come sempre sta mettendoci del suo”, Walter Semperboni il nome di Sergio Piffari non lo fa mai, ma è chiaro che si riferisce a lui quando racconta quanto sta succedendo a Valbondione. Che si organizzi un’assemblea pubblica molte settimane dopo la ‘caduta’ amministrativa è già di per se inusuale, lo è  ancora di più se si presenta l’ex minoranza con tutta l’ex maggioranza che se ne era andata. “Perché lo hanno fatto? – commenta Semperboni – perché la gente non è contenta di quello che è successo e cosi hanno tentato di correre ai ripari, il Comune non aveva niente di dormiente a differenza di quello che dicevano loro, ho portato 350.000 euro da Regione Lombardia a fondo perduto, 80.000 euro a Lizzola, il ponte di Valbondione, la casa Enel che abbiamo deciso di far restaurare e che verrà inaugurata a giugno e molto, molto altro ed ero al lavoro ma lo sono ancora, perché io sto già pensando alle prossime elezioni, a creare un ramo dell’università qui a Valbondione come già c’è ad Edolo. Io penso in grande per il mio paese, ma non voglio passare ancora l’anno e 8 mesi che ho passato con questi signori, voglio gente che ami come me Valbondione”. Semperboni è un fiume in piena: “Sono rimasto male solo per Dario Fusè, mi aveva promesso che mi avrebbe dato una mano, mi diceva anche di andare piano perché poi cosa avremmo fatto i prossimi 4 anni se andavamo cosi forte all’inizio? E poi non so cosa è successo, un cambio di vedute repentino, si sono allineati con l’Innominato, che tra l’altro aveva un sacco di debiti col Comune che avevo cominciato a fargli pagare.
ARTICOLO COMPLETO SUL NUMERO IN EDICOLA DAL 22 MAGGIO