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Tolto al CAI il Rifugio “Tagliaferri”. Il Comune: nuovo Bando per 18 anni

Questa è una storia che risale a ben più di 30 anni fa, quando fu firmata la convenzione tra il Comune di Vilminore e il Cai di Bergamo. La ricostruisce lo stesso Presidente attuale del Cai Dario Nisoli nella sua lettera di “istanza” inviata il 4 maggio al sindaco di Vilminore in cui chiedeva la proroga del “diritto di superficie”. Ecco il brano della lettera:
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«Con atto stipulato in data 22.05.1996, n.77720 Rep. – n.10064 Racc. a rogito del Notaio Dott. Franco Schiantarelli del Collegio Notarile di Bergamo, registrato a Bergamo il 06.06.1996 ed ivi trascritto in data 20.06.1996 ai n.19525 Reg. Gen. e n.14513 Rep. Spec., il Comune di Vilminore di Scalve, in persona del Sindaco pro tempore a ciò autorizzato giusta deliberazione di Consiglio Comunale n.193 del 16.11.1985, costituiva a titolo gratuito in favore del CAI Sezione di Bergamo, in persona del Presidente pro tempore, che accettava essendovi stato autorizzato con deliberazione del Consiglio direttivo in data 16.04.1996, il diritto di superficie per la durata di anni trenta (30) sull’area di sua proprietà sita nel Comune di Schilpario (BG), Località Venà o Venano, catastalmente censita con il mappale n.6156 (ex n.854) di are 27.3 (all. 2). 3. In tale atto di costituzione del diritto di superficie, le parti precisavano che nell’anno 1985 il CAI Sezione di Bergamo aveva edificato su parte del suddetto terreno il Rifugio alpino denominato “Rifugio Nani Tagliaferri”, intitolato all’omonimo primo Presidente della Sottosezione del CAI Valle di Scalve, in forza della concessione edilizia a titolo gratuito n.541/1985 Prot. – n.6/195 Reg. Costr. del 08.11.1985 (all. 3), del certificato di agibilità datato 22.06.1987 (all. 4) e della concessione in sanatoria Prot. n.576/1995 del 13.03.1996 (all. 5), atti tutti rilasciati dal Comune di Schilpario».
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Alcune note: il sindaco di Vilminore quando nel 1985 venne edificato il primo nucleo del Rifugio era Lino Giudici. Il sindaco di Schilpario che rilasciò la concessione in sanatoria nel 1996 era Claudio Agoni. Il sindaco di Vilminore che firmò il rogito dal notaio Schiantarelli era chi scrive, dando seguito alla deliberazione del Consiglio Comunale del novembre 1985 (sindaco Lino Giudici).
In realtà la faccenda era diventata potenzialmente esplosiva. Tra il sottoscritto, Piero Bonicelli, sindaco di Vilminore e il sindaco di Schilpario Mario Maj ci furono incontri per risolvere una questione spinosa: il nuovo Rifugio, al netto delle polemiche che aveva spaccato in due la sottosezione del Cai scalvino per la contestazione della denominazione del rifugio a uno solo dei tre caduti sul Pukajirka nel 1981, il Rifugio, si diceva, era abusivo e Mario Maj, insistendo l’immobile su terreno di proprietà del Comune di Vilminore ma di competenza sul territorio di Schilpario, aveva come “unica” soluzione l’ordinanza di demolizione dello stesso.
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